Società & Diritti

Littering, quell'incivile abitudine di gettare rifiuti per strada

Bigliettini, cartacce e soprattutto mozziconi, per 7 su 10 fumatori. E' il rifiuto più disperso in ambiente

littering , mozziconi gettati per strada foto JLFCapture iStock. © Ansa

Il gesto dell'uomo primitivo che si tirava dietro la schiena le ossa degli animali di cui si era nutrito o i noccioli dei frutti appena mangiati sembra essere rimasto nel nostro Dna se gettare in terra biglietti dell'autobus, mozziconi di sigaretta, scontrini e altri rifiuti minori è un fenomeno ancora molto diffuso in Italia a tutte le latitudini e trasversale alle varie fasce d'età. E non è un caso se questa cattiva abitudine, che in inglese viene definita 'littering', in italiano non ha una traduzione.
Chi più, chi meno, chi con più senso di colpa, chi meno, siamo tutti un po' 'litterer' (colui o colei che fa littering, cioè abbandona piccoli rifiuti senza far uso degli appositi contenitori) e lo dimostra una recente indagine e relative linee guida nazionali per la comunicazione elaborate dall'AICA Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale, sulla base di una ricerca universitaria condotta dall’Università degli Studi di Torino che ha indagato il profilo sociologico del “litterer” italiano. Presentata in un convegno a Roma al ministero dell'Ambiente che si proponeva di analizzare il fenomeno dandogli una chiave interpretativa che potesse contribuire a ridurlo.
Un dato positivo dell'indagine, che ha previsto una fase di osservazione e una di interviste, è che si è litterer a tempo determinato. L'occasione, una determinata circostanza, un particolare contesto ambientale, ci porta a compiere un'azione che normalmente condanneremmo. Ciò significa che in un'altra condizione e in un contesto diverso la stessa persona potrebbe non compiere la stessa azione. In pratica ''un'area con evidenti segni di degrado è territorio fertile per il littering''. Questo tipo di 'devianza' ecologica e civica predilige le aree antistanti gelaterie e tabaccherie, istituti scolastici, università e stazioni ferroviarie, così come le aree periferiche o i raduni all'aperto. E si addice di più agli uomini: l'indagine rileva, infatti, che la propensione ad avere comportamenti corretti, cioè non littering, è per il 69,4% tra le donne e solo per il 60% tra gli uomini. La fascia d'età più scorretta risulta essere quella 20-24 anni. Il rifiuto più disperso nell'ambiente sono le sigarette: su 100 fumatori osservati 70 hanno abbandonato il mozzicone per terra dimostrando come questo tipo di littering sia diffusamente tollerato e giustificato anche tra chi giudica, in generale il littering un fenomeno grave dal punto di vista ambientale e civico e su una scala di gravità da 1 a 10 lo giudica superiore a 7.
Per capire quanto l'abitudine del gettare la sigaretta a terra sia diffusa basti pensare che solo un terzo delle persone con in mano un potenziale litter(rifiuto) diventano poi litterer(cioè lo gettano fuori dagli appositi contenitori) mentre quasi due terzi delle persone che hanno tra le mani un mozzicone lo buttano o lasciano cadere disinvoltamente al suolo. Un gesto così comune da diventare quasi una caratteristica personale per un personaggio famoso come il commissario Maigret che Simenon, nei suoi romanzi, descrive spesso nello sbrigativo gesto di vuotare la pipa battendo il fornello sul tacco della scarpa, ovunque lui sia, al chiuso o all'aperto.
Altra peculiarità del littering è l'abbassamento del controllo sociale in gruppi numerosi che fa da contraltare all'innalzamento di tale forma di controllo se si parla di piccoli gruppi. Le iniziative messe in campo per contrastare il fenomeno, oltre a campagne di sensibilizzazione, sono numerose, tra le più efficaci quelle adottate da tempo in Svizzera dove classi scolastiche o anche singole persone diventano 'padrini' di un determinato spazio, lo curano e tengono pulito. A Lucerna ha ben funzionato un accordo tra il Comune ed una catena di fast food che si è impegnata a pulire le aree circostanti alle filiali e i parchi pubblici delle vicinanze.

 

  • di Anna Lisa Antonucci
  • 27 gennaio 2018
  • 16:32

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