Società & Diritti

Rispetto per i mari, riciclo e patti chiari. Ecco parole chiave dello shopping 2018

Buone intenzioni non bastano più, i brand dimostrino cosa fanno. Report Mintel

Negozio leggero, franchising presente in Italia dal 2009, attualmente con 15 punti vendita. © Ansa

Compreremo sfusi perfino gli spaghetti. Niente più imballaggi? Tutta la spesa, dal sapone ai legumi, sarà senza contenitori, scarti, plastica, inquinamento. Dimenticheremo presto il dibattito sulle nuove bustine biodegradabili per la frutta e la verdura? Già succede in Italia ed in Svizzera dove si inaugurano catene di negozi dove tutto è ‘alla spina’. Lo shopping del 2018 premierà anche e sempre di più i prodotti fabbricati con materiali riciclati, perfino fatti con i detriti di plastica raccolti nei mari. Governi e cittadini sono sempre più attivi nella difesa della conservazione dei mari e dell’ambiente e la plastica è diventata l’incubo di adulti e bambini. I consumatori usano quindi sempre di più il loro potere d’acquisto e chiedono alle industrie di passare dalle promesse ai fatti mostrando trasparenza e patti chiari, bussando anche alle porte delle fabbriche per visionare i processi di produzione celati dietro cibi, cosmetici, vestiti, accessori.

 Il 2018 segna un passo avanti radicale nelle scelte d’acquisto. Segnala il nuovo report Mintel, agenzia leader mondiale di market intelligence, condotto nei paesi europei sul tema dello shopping. La metà degli inglesi vuole alternative sostenibili ai prodotti inquinanti e due donne su cinque, fra i 16 e i 24 anni, preferiscono etichette di tessuti eco-friendly. Un quarto degli spagnoli e dei tedeschi richiede prodotti più naturali e biologici , idem un italiano e un francese su cinque. “Parlare di rispetto per l’ambiente non basterà più, vinceranno le industrie che dichiareranno cosa stanno facendo in pratica per ridurre l’inquinamento e quanto riciclano i materiali usati per farne di nuovi”, spiegano gli autori del report. La sostenibilità si dovrà toccare con mano.

E così fioccano le prime promesse, spiegano gli analisti Mintel: “I brand stanno rispondendo al bisogno di sostenibilità, come in Svizzera e in Italia dove il franchising Negozio Leggero ha 15 punti vendita e 1.500 prodotti sono privi di contenitori”. Oppure Procter & Gamble che al termine del 2017 ha annunciato il progetto ‘Fairy Ocean Plastic bottle’, siglato con TerraCycle, che li vede impegnati a riciclare i rifiuti di plastica dalle spiagge per farne flaconi di shampoo. Il primo flacone interamente riciclato arriverà nei supermercati inglesi questo anno ed è in Inghilterra dove la company lancerà le prime 320.000 bottiglie di sapone liquido fatte con i rifiuti plastici raccolti nell’oceano. Anche il colosso delle bibite analcoliche, Coca-Cola, punta a fabbricare il 50% delle lattine riciclate entro il 2020 ed è nuovo il macchinario spagnolo ‘Ganamos Reciclando’ per la raccolta della plastica e del vetro che premia con voucher di sconti e perfino piccole somme di denaro chi fa la differenziata. Nella primavera scorsa Adidas ha lanciato una nuova edizione del suo popolare modello UltraBoos tutto fatto di plastica recuperata negli oceani. Labeyrie, brand che distribuisce salmone affumicato nella grande distribuzione in Italia ha lanciato una linea, Grandes Origines, salmone affumicato scozzese selezionato da luoghi conosciuti per qualità dell'acqua, zona di produzione non inquinata.

 Il timore che l’inquinamento possa ledere la propria salute è la molla alla base di tutto ciò e, fra i nuovi trend dello shopping dell’anno nuovo, Mintel segnala anche l’arrivo di alimenti industriali coltivati o allevati in ambienti puri, lontanissimi dallo smog, aree urbane e da zone contaminate. Già in commercio le acque minerali pure e i primi salmoni provenienti da acque vergini garantite.

Se lo shopping si avvia verso una nuova e più decisiva chiave di sostenibilità, promesse e giochi di parole come ‘green’ ‘eco’ o ‘bio’ non basteranno più: tutto dovrà essere garantito perché i consumatori vogliono più trasparenza e patti chiari, si legge nello studio. “La diffidenza degli europei per i governi, i media e le fake news si sta allargando anche ai brands che devono iniziare a dimostrare come e quanto si impegnano nella sostenibilità di ingredienti e processi di produzione mostrando il ‘dietro le quinte’”.

Perciò, in nome ci una totale trasparenza, saranno premiate le imprese che daranno più informazioni sulla filiera produttiva e quelle che avranno un approccio ‘open-kitchen’ ovvero che inviteranno i clienti a vedere come operano, anche attraverso tour nelle fabbriche, nei magazzini e nei laboratori. Così si conquistano i cuori dei consumatori del nuovo anno.

  • di Agnese Ferrara
  • 18 gennaio 2018
  • 14:24

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