Lusso

Il fascino vintage delle barche a vela d'epoca, ecco le più belle

Dalla Santana di Bogart e Bacall alla Manitou di JFK, tornano a vincere regate

Manitou © ANSA

La folla si accalca sulla battigia per vedere ‘il mostro’, così come chiamano i bambini lo yacht ‘A’ a vela più moderno e grande del mondo mentre solca le coste del Monte Argentario, in Toscana. Pochi giorni prima nel vicino molo di Porto Santo Stefano hanno sfilato, silenziose ed eleganti, emblema di un lusso discreto e raffinato, una quarantina di barche a vela d’epoca. Il gioiello della tecnologia e del design, il mega yacht A progettato da Philippe Starck e costato circa 500 milioni al magnate russo Andrej Melnichenko, non regge il confronto alla vista delle signore del mare che di anni ne hanno compiuti oltre cento e il cui valore è molto difficile da stabilire perché pari a quello dei quadri d’autore.

Sono vele d’epoca, amatissime dagli appassionati e hanno lunghe storie sorprendenti alle spalle che includono, oltre ad anni di fasti anche lunghi periodi di incuria, abbandono e perfino finite a picco, ma con un presente fatto di recuperi, restauri, cura maniacale, regate e vittorie sui mari di tutto il mondo.

Centoventi anni di storia ormeggiati in banchina, yacht di fascino assoluto che profumano di legni, hanno parabordi squadrati, passerelle fatte di semplici tavole, ecco alcune delle più belle in circolazione, protagoniste di regate vintage.

La più anziana è Moonbeam III, classe 1903, fasciame di teak su ossatura di olmo e terza di quattro imbarcazioni varate fra il 1858 e il 1920, commissionata dall’avvocato londinese Charles Plumtree Johnson. Dopo gli anni Venti venne trasferita nel Mediterraneo per poi essere abbandonata in Francia per circa un quarto di secolo. Restaurata nel 1988, oggi partecipa a importanti regate e raduni di vele d’epoca.

Senza tempo il fascino di Santana, l’amore di ‘Bogie’, una goletta Marconi del 1935 acquistata nel 1957 da Humphrey Bogart e Lauren Bacall, sua quarta moglie. A bordo i party più celebri dell’epoca a cui partecipavano divi di Hollywood da David Niven a Frank Sinatra, da Ingrid Bergman a Richard Burton. “Se non avessi fatto l’attore avrei fatto il marinaio” raccontava Bogart nelle interviste a bordo del suo Santana. Seguì un turnover di armatori ma la cattiva manutenzione e l’incuria la ridussero lentamente a un relitto e finì perfino per affondare per una avaria alla pompa di sentina finché, nel 1988, fu acquistata da Paul e Chrissy Kaplan che la riportarono al suo massimo e originale splendore.

Manitou, classe 1937: dopo aver vinto la Chicago-Mackinac, nota regata dei Grandi Laghi americani, è appartenuta alla Guardia Costiera statunitense e, tra gli anni ’50 e ’60 è diventata la ‘Floating White House’ perché acquistata dal Presidente John Fitzgerald Kennedy. Dopo la sua morte è rimasta abbandonata fino al 2000. Nel 2010 un consorzio composto da un neozelandese, un americano e uno svedese l’ha fatta restaurare e sotto i paglioli della cabina di poppa è ancora presente la vasca da bagno dell’epoca.

Anche Linnet, cutter aurico del 1905 costruito nel cantiere americano Herreshoff, è arrivato in Italia grazie a Federico Nardi, direttore del Cantiere Navale di Porto Santo Stefano, in Toscana. Qui è stata sottoposta ad un attento restauro per conto del nuovo armatore, l’imprenditore Patrizio Bertelli la cui azienda Prada è stata a lungo associata al circuito delle vele d’epoca. Linnet ha ripreso a navigare nel 1988 e si è piazzata seconda di classe all’Argentario Sailing Week nel 2002 e nel 2003 per arrivare invece prima nell’edizione 2018 per la categoria ‘vintage’ a primavera, organizzata dallo Yacht Club Santo Stefano con la maison fiorentina Officine Panerai.

 

  • di Agnese Ferrara
  • 15 agosto 2018
  • 15:54

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