Design & Giardino

Fotografie still life, gli oggetti sotto un'altra luce

Da Alinari gli scatti di Daniele Duca che vede le "cose come esseri pensanti"

Daniele Duca © ANSA

Il bianco e nero di Daniele Duca protagonista di una mostra fotografica 'Quella sottile oggettività' con 106 scatti provenienti da 5 monografie presentati da Alinari: "Estensione", "Moto Contrario", "Proximity", "De Cecco's pasta shapes" e  "Amanti piccanti". La mostra, curata da Denis Curti, dal 4 maggio al 16 giugno al Quadrilatero di Palazzo Bufalini di Città di Castello e gode del patrocinio del Comune, della Provincia di Perugia e della Regione Umbria.

"Grucce, penne, trame di tessuti - scrive Curti - si alternano ad alimenti come pasta e peperoni, evocando un misterioso altro, attraverso cicli visivi in cui vengono mostrati oggetti di una classica semplicità, ridisegnati in un ambiente rarefatto e avvolgente, sublimato da un chiaroscuro ruvido e materico. Sono immagini in cui non conta la riconoscibilità e dove i protagonisti sono pretesti visivi di un gioco fatto di allusioni ed esclusioni, con pensieri che si avvicinano alle esperienze dell’astrazione pittorica".

"Da ragazzino - racconta Daniele Duca all'ANSA - mia nonna materna mi ha regalato una Ferrania gialla e celeste presa coi punti della Mira Lanza. Le ricordo bene quelle figurine, spesse e profumate di detersivo. Questa macchina era un apparecchio curioso. E la fotografia è curiosità. Nonostante lo scarso entusiasmo di mio padre, che voleva il suo unico figlio medico, ho indugiato all'interno di questo fantastico mondo che è la fotografia sempre spinto dalla curiosità e a vedere ogni situazione sotto prospettive e inquadrature diverse perché forse nulla è oggettivo, assoluto e definito ma al contrario pronto e disponibile per interpretazioni "altre" e personalissime. Ecco, per me la fotografia è questo, vedere le cose sotto forme diverse, regalare identità nuove, interagire con gli oggetti come se fossero esseri pensanti. Ed è per me un privilegio, raccontare con questa rassegna che racchiude una selezione di cinque monografie edite da Fratelli Alinari, questa mia visione. Ed infine è stato importante anche il luogo che ha voluto ospitare questa serie di immagini, Città di Castello, cittadina che ha dato i natali ad Alberto Burri e che da sempre ha forgiato maestri della stampa, della tipografia e del segno grafico in particolare. E a mio padre e alla sua memoria dedico queste immagini". 

Daniele Duca è nato ad Ancona nel 1967. Da oltre 25 anni si occupa di fotografia e pubblicità per una delle più importanti case farmaceutiche italiane e collabora con le Agenzie di pubblicità. Ha esposto una sua personale dal titolo “Expo 2015: la pasta come architettura nelle fotografie di Daniele Duca” presso il FAB, Architectural Bureau di Milano con la curatela di Angelo Maggi. Una sua recente personale è stata presentata a Trieste nel 2018, presso l’Alinari Image Museum con una serie dedicata ai peperoni. È stato vincitore della 22a Biennale Internazionale dell’umorismo nell’Arte nel 2003, nella sezione dedicata all’advertising. Nel 2010 viene nominato Accademico dei Georgofili di Firenze per aver illustrato un volume sulla razza bovina Chianina. È giornalista e padre di due figli.

(martino.iannone@ansa.it)

  • di Martino Iannone
  • 04 maggio 2019
  • 15:05

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