Design & Giardino

Less is more, parla l'architetto che vive in 9 mq /VIDEO

A Fuorisalone Inhabits con le mini case, soluzioni abitative intelligenti

Leonardo di Chiara con la Tiny House da lui progettata (foto da pagina Fb progetto) © Ansa

"Io ci vivo da 8 mesi e la sto portando in giro per l'Europa per mostrarla a eventi e manifestazioni del settore. La perfeziono man mano, ovviamente aiutato da molte aziende interessate: è del tutto autonoma". Il giovane architetto 27enne pesarese Leonardo di Chiara, con Häfele e Schüco racconta così il suo progetto, la più piccola casa mobile mai realizzata in Italia, di cui si parla alla Milano Design Week (17-22 aprile contemporaneamente al Salone del Mobile in Fiera).

E' uno spazio abitativo di soli 9 metri quadri dotato di tutti i comfort necessari al vivere quotidiano caratterizzato da una forte adesione ai principi minimalisti, al movimento "less is more" e ad un modo di vivere più sostenibile. "Le dimensioni sono più che sufficienti - ha aggiunto - Credo che i criteri di spazio abitabile stabilito da leggi degli anni '70 siano stati completamente superati dalle tecnologie in merito a ricambio d'aria, riscaldamento, luce".

Le dimensioni (5,10 mt in lunghezza, 2,53 in larghezza e 4 in altezza) la rendono trainabile da un'automobile. La casa intelligente del futuro deve avere tra i suoi requisiti essere autosufficiente, adatta ai nuovi nomadi urbani che si adeguano anche a spazi minimi, rispettosa dell'ambiente. La aVOID Tiny House di Leonardo di Chiara è in mostra in Piazza Castello a Inhabits, una mini città di 10.000 metri quadrati dedicata alle soluzioni più innovative per abitare, visitata da oltre 400 mila persone nei giorni del Fuorisalone. Presentato da DDN, in collaborazione con Killer Kiccen e Unconventional Events lo spazio mette a disposizione anche postazioni interattive e aree incontri. Girando per questa design city si possono visitare le nuove proposte in tema di casa.

 

Raggiunge invece le dimensioni di 25 metri quadri il progetto Aktivhaus Biocostruttori con Biosphera 2.0, un modulo abitativo energeticamente autonomo che implementa le tecnologie più avanzate oggi disponibili nel campo della bioedilizia, provvisto di tutti i servizi per vivere - illuminazione a led, cucina a induzione, elettrodomestici, riscaldamento e raffrescamento, zona giorno, zona notte, bagno e centrale tecnica. E' stato progettato e costruito per qualunque condizione ambientale. Quindi può garantire standard ideali dai -20C di Courmayeur fino ai +40C di Riccione.

Si base sull'evoluzione dell'uso del legno nelle costruzioni, la Rubner Haus con Rubner Haus SpaceShip, disegnata da Cesare Griffa e Paolo Scoglio, in partnership con l' Istituto Europeo di Design Torino. Il modulo in legno, usato come una serra, è concepito come un organismo autosufficiente capace di sfruttare il sole e la fotosintesi per produrre l'energia, il cibo, l'ossigeno e l'acqua necessari al supporto vitale di chi lo occupa
   

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