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Connettersi alla natura, ascoltare gli alberi, la forest bathing per tutti

Il 'forestale' Zovi, il flusso di energia nutre la nostra sete di natura

Un bosco in autunno foto Philip Openshaw iStock. © Ansa

Le favole che abbiamo ascoltato da bambini ci hanno fatto conoscere il bosco come un luogo oscuro, pericoloso, pieno di insidie, dove Pollicino si perde e Cappuccetto rosso incontra il lupo cattivo. La foresta che avvolge il castello della Bella addormentata non è meno cupa e inquietante. Gli alberi e le radure che ci racconta Daniele Zovi nel libro Utet che insegna come guardare, ascoltare e avere cura del bosco, sono invece rassicuranti, ci parlano, nutrono la nostra sete di natura, ci invitano ad addentrarci e a camminare tra gli alti fusti. Ma soprattutto il libro di Zovi, 'Alberi sapienti, antiche foreste', ci consiglia di ascoltare gli alberi perché, scrive:’ ’la foresta è immersa in un silenzio fatto di mille rumori’’.

Le foglie mosse dal vento, il fruscio di quelle secche a terra, il cigolio dei rami, i versi degli uccelli, i l suono degli animali che si muovono nel sottobosco, il ticchettio degli insetti che camminato sui tronchi, il ronzio delle zanzare e il canto dei grilli sono la voce della foresta che l’autore ci insegna ad ascoltare.

Originaria del Giappone la 'forest bathing', una pratica con benefici scientificamente approvati e che nella sua terra d'origine dal 1982 è parte del programma di salute pubblica nazionale, al di là della terminologia e della moda si può praticare ovunque, dal parco cittadino al bosco in montagna.

‘’Se si sta dentro un bosco in posizione di ascolto, prima o poi- scrive Zovi - si avverte, si intuisce la presenza di un flusso di energia che circola tra i rami, le foglie, le radici. Talvolta è un sussurro, altre volte strepiti e grida. È come se le piante parlassero tra loro’’.

Daniele Zovi, nato nel 1952 a Roana e cresciuto a Vicenza, si è laureato in Scienze Forestali a Padova e per quarant’anni ha prestato servizio nel Corpo Forestale. Nel 2017 è stato nominato generale di brigata del Comando Carabinieri-Forestale del Veneto ed è uno dei maggiori esperti in materia di animali selvatici, autore di diversi trattati sul tema. Negli anni, camminatore infaticabile e sensibilissimo osservatore della natura, ha attraversato i sentieri che tagliano i boschi alpini di conifere, ha perlustrato le antiche foreste croate e slovene, si è arrampicato fino alle cime dei Picos de Europa, in Spagna, ha contemplato il più vecchio eucalipto al mondo, il Giant Tingle Tree, in Australia; seguito i semi dell’abete rosso vorticare nel vento prima di atterrare sulla neve o la chioma contorta di secolari pioppi bianchi grandi come piazze; ha rincorso le specie pioniere, gli alberi coloni che si sviluppano in territori abbandonati; analizzato cortecce e radici, fronde e resine. Con ‘Alberi sapienti .Antiche foreste’ ha realizzato un manuale d’amore per il bosco in cui ci parla dell’intelligenza delle piante, capaci di adattarsi ad ogni ambiente anche ostile. Di come gli alberi si muovano, abbiano una loro sensibilità .

’’Certo – scrive Zovi- non hanno un cervello che coordina le informazioni né un sistema nervoso che trasmette segnali, tuttavia tra le diverse parti di una pianta vengono scambiate informazioni’’. Secondo Zovi, dunque ‘’gli alberi non hanno occhi ma vedono’’ ad esempio il sole e la luce che si sposta.

 Originaria del Giappone la 'forest bathing', una pratica con benefici scientificamente approvati e che nella sua terra d'origine dal 1982 è parte del programma di salute pubblica nazionale, al di là della terminologia e della moda si può praticare ovunque, dal parco cittadino al bosco in montagna.

  • di Anna Lisa Antonucci
  • 18 giugno 2018
  • 20:34

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