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Profumi e creme, il '68 ha anche un'eredità beauty

Eterna sfida Patchouli-Eau Sauvage, e 3 fasi Clinique ancora oggi best seller

Alain Delon in una scena del film La Piscina. Dior scelse foto dal film di Jacques Deray girato a Saint Tropez nel '68 per lanciare Eau Sauvage, profumo best seller 50 anni dopo © Ansa

Il '68 ha segnato un punto di non ritorno per la storia, la politica, la società, i diritti e anche per la moda, il lusso e il beauty. Mentre nel mondo tutto cambiava a colpi di manifestazioni contro la guerra del Vietnam, con giornate spese in interminabili assemblee, ma anche con scontri e violenza, di contro nascevano icone del lusso, case haute couture e aziende cosmetiche fashion che sono arrivate felicemente fino ad oggi. Gli hippies predicavano il ritorno alla natura, il rifiuto delle costrizioni, l'uguaglianza dei sessi, si lasciavano crescere i capelli incolti, fumavano spinelli, vestivano a fiori e con pantaloni scampanati, inneggiavano al peace&love e praticavano l'amore libero, scoprivano l'India e si cospargevano di patchouli all'aroma di sandalo. Invece Dior tra il '66 e il '68 lanciava sul mercato 'Eau Sauvage'. Simbolo di mascolinità, di classe e di lusso per un uomo di successo, il profumo della casa francese diventerà in assoluto il più venduto al mondo. E per la prima campagna pubblicitaria della nuova fragranza non a caso Dior sceglierà un giovane ed elegante Alain Delon, l'esatto contrario di un hippy.
Creata dal profumiere Edmond Roudnitska e imbottigliata in un flacone realizzato da Pierre Camin, 'Eau Sauvage' è stata pensata per sviluppare aromi legnosi con note di limone, rosmarino e basilico. Il profumo contiene anche l'hédione, un composto aromatico scoperto negli anni '60, che possiede una nota di gelsomino fresco. Per la campagna pubblicitaria con Alain Delon, Dior sceglierà foto tratte dal film 'La piscina' di Jacques Deray, girato a Saint-Tropez nel '68. Negli anni, testimonial di ‘Eau Sauvage’ sono stati, tra gli altri, Zinedine Zidane e Johnny Halliday, ma anche il protagonista del fumetto Corto Maltese e il modello Jake Davies.

 Dunque il 1968 fu un'epoca di grandi contrasti anche nel fashion: da una parte l'anti-moda , dall'altra l'haute couture che per la prima volta si orienta verso il pret-à-porter di lusso con Yves Saint-Laurent, Daniel Hechter, Paco Rabanne, Cacharel, Courrèges e segna anche la nascita di Capucci, Emilio Pucci, Aramis, Puig e Shiseido. Sono gli anni in cui Esteé Lauder assume il dottor Norman Orentreich per affidargli la creazione di una linea di cosmetici ipoallergenici e privi di profumo. Nasce la Clinique Laboratories che apre il primo negozio nell'agosto del 1968 all'interno del centro commerciale Saks Fifth Avenue, lanciando il trattamento Tre fasi di Clinique: sapone, tonico esfoliante e la gialla crema Dramatically Different Moisturizing, ancora oggi tra le più vendute al mondo.

Il 1968 segna anche la nascita del profumo no gender, L'Eau, un'avanguardia all'epoca: lo realizza il brand parigino chic Diptyque, un mix di cannella, rosa, geranio, sandalo che 50 anni dopo è ancora un must, amato da uomini e donne e dalla maison di Saint Germain festeggiato quest'anno, 50 anni dopo.
Se 'Eau Sauvage' resta ancora tra i profumi best seller, il portabandiera olfattivo del movimento hippy, il patchouli, non è da meno. Le vendite di questa essenza dal sapore orientale, da quando Madonna nel 1989 lo utilizzò per profumare la copertina del suo album Like a Prayer, non sono mai diminuite e ancora oggi è tra le fragranze più utilizzate in profumeria e amate soprattutto dai giovani. E se il profumo è, per antonomasia, evocativo di un momento, di una situazione o di una persona, ci piace pensare che i due evergreen 'Eau Sauvage' e 'Pachouli' rappresentino l'eredità olfattiva di due mondi opposti, che il 68 ci ha lasciato.

  • di Anna Lisa Antonucci
  • 04 giugno 2018
  • 12:57

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