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Mostre: la retrospettiva di Matt Mullican all'Hangar Bicocca

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MILANO - "Quando sono entrato qui per la prima volta mi sono quasi messo a piangere. Se mi chiedete dov'è il mio studio io vi dico: è qui". È riuscito a stupire anche se stesso, dopo oltre 40 anni di carriera, Matt Mullican, artista contemporaneo statunitense e pionere nell'utilizzo dell'ipnosi come tecnica performativa. 'The Feeling of Things' è il nome della sua più grande retrospettiva, mai realizzata prima, curata da Roberta Tenconi e allestita al Pirelli Hangar Bicocca di Milano dal 12 aprile al 16 settembre.
Più di 500 opere e 6000 oggetti raccontano la sua "cosmologia", la personale rappresentazione e interpretazione della realtà con cui l'artista cerca di spiegare come la comprensione del reale sia in verità una costruzione del tutto interiore. Un'indagine sul soggettivo e l'oggettivo che passa attraverso sculture, installazioni, appunti, fotografie, video e stendardi. Tre anni di studio e selezione per racchiudere il "mondo di Mullican" nella grande struttura architettonica protagonista della mostra - che diventa un "pattern" e si ripete quasi ossessivamente in gran parte delle sue opere - allestita nei 5.500 mq dell'hangar. Un grande labirinto rettangolare diviso in cinque aree cromatiche e tematiche, a cui corrispondono mondi diversi: verde per gli elementi fisici e naturali, blu per la vita quotidiana, giallo per le arti, nero per il linguaggio e rosso per l'io dell'artista. Quest'ultima area immerge il visitatore nell'alter-ego di Mullican presentando una serie di opere, disegni e testi realizzati
dall' artista durante lo stato di trance indotto dall'ipnosi. In questo tempo e spazio parallelo l'artista diventa "that person", una persona diversa da se stesso, senza età e asessuata. Occasione imperdibile dell'esposizione sarà la performance live che Matt Mullican terrà proprio sotto ipnosi, il prossimo 26 maggio. "Non avevo mai visto il mio lavoro così. Potrei stare qui seduto giorni e giorni e imparare sul mio lavoro: questa è la bellezza di questa mostra. È un sogno", ha confidato
l'artista durante la presentazione alla stampa.
Per la curatrice, Roberta Tenconi, "il lavoro di Mullican, si sposa benissimo con gli spazi dell'hangar. Niente muri ma una grande scultura unica in cui ci si può muovere". Una sorta di scoperta e metamorfosi continua, come continua è la ricerca dell'artista "che non pensa di essere mai arrivato e questo è un meraviglioso messaggio di instancabile curiosità", ha concluso la curatrice.

In collaborazione con:
Hangar Bicocca

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