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Tennis: Lavazza a Wimbledon per convertire gli inglesi al caffè

Agassi ambasciatore globale, Wimbledon è una gigantesca casa delle bambole

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LONDRA - Un ambasciatore statunitense per un caffè italiano, nel più esclusivo club britannico: prosegue con successo la partnership tra Lavazza e Wimbledon, con Andre Agassi - vincitore dei Championships nel 1992 - nelle vesti di testimonial. Ormai da 8 anni l’azienda italiana di caffè è presente all’All England Club nelle due settimane del più prestigioso torneo. “Un matrimonio di successo”, lo definisce Marco Lavazza, vice-presidente del gruppo, sottolineando le affinità elettive tra i due marchi. “Wimbledon è storia, tradizione e passione. E anche Lavazza, che ha 123 anni di storia, può vantare queste caratteristiche”. Una miscela italiana che ha conquistato i palati di una nazione che da secoli è affezionata al thè. “Ma si può sempre migliorare - scherza Lavazza -. In questi anni abbiamo convertito tanti inglesi, e ora con copriamo davvero tutto il mercato”.

Ambasciatore globale di Lavazza, in questi giorni Agassi è presente sui prati di Church Road per assistere al torneo che ha vinto ormai 26 anni fa. “La prima volta che sono venuto a giocare qui pioveva. Più che un tennista mi sentivo uno spettatore. Questo club mi sembrava una gigantesca casa delle bambole. Sono stato sconfitto subito, al primo turno, e sono ripartito convinto che non ci avrei più giocato” Invece solo cinque anni più tardi avrebbe vinto il suo primo Slam proprio sui prati londinesi. “L’erba è sempre stata una superficie che si addiceva al mio tennis perché favorisce il colpo vincente. Ma all’epoca l’erba era più veloce e imprevedibile perché più rovinata. Quando ho vinto la sensazione più intensa che ho prova è stata di sollievo, dopo aver perso in precedenza così tante finali Slam”.

Nessun dubbio sul favorito della 132esima edizione dei Championships. “(Rafa) Nadal se supera la prima settimana può trovare il giusto ritmo, anche (Novak) Djokovic potrebbe avere qualche chance perché sa come si vince . Ma il favorito non può che essere (Roger) Federer, forse il giocatore più importante di sempre. Alla sua età il mio fisico non reggeva più. Il suo gioco rende tutto semplice, con così tante opzioni a disposizione. Come tutti anche io sono un suo grande ammiratore”.

In collaborazione con:
Lavazza

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