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Beauty: Cosmetica Italia, su export ampi margini crescita

Rapporto export/produzione è al 42%. Dal 2000 crescita costante

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ROMA - Il rapporto export/produzione del settore italiano della cosmetica è pari al 42% a fine 2017, ma esistono ancora ampi margini per i processi di internazionalizzazione del comparto. Dal 2000 la crescita delle esportazioni è superiore all'incremento della domanda di cosmetici, a testimonianza dell'aumento della competitività italiana nel settore. Lo rende noto Cosmetica Italia in occasione dell'apertura a Mumbai del Cosmoprof India Preview, il format Cosmoprof che debutta in India, portando 21 aziende italiane all'attenzione della platea indiana.

Ecco alcuni dati sul valore del comparto beauty: in Europa il nostro Paese è il quarto sistema economico della cosmetica dopo Germania, Francia e Regno Unito con 35mila occupati, che salgono a 200mila con l'indotto.

Le donne impiegate nel settore rappresentano il 54% (circa 19.000), mentre la media dell'industria manifatturiera è ferma al 28%. I laureati totali sono pari all'11% degli occupati, contro una media nazionale del 6% e le donne laureate sono circa 1.700, il 45% dei laureati nel settore. Oltre agli specializzati in chimica farmaceutica e cosmetologia, sono numerosi gli addetti specializzati in economia e marketing di canale.

Per l'innovazione e la tecnologia, la ricerca e lo sviluppo le imprese della cosmesi in Italia investono circa il 7% del fatturato, contro una media nazionale stimata attorno al 3%.

Non si dimentichi, inoltre, che la cosmetica copre il 44% degli investimenti in comunicazione dei beni "non food" e che oltre il 65% del make-up consumato in Europa è prodotto da imprese italiane.

In collaborazione con:
Cosmetica Italia

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