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Con tatuaggi e ritocchini gli italiani si fanno belli

Indagine Coop, basta pellicce e gioielli, sì alla dieta sana

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di Marzia Apice

ROMA  - Basta pellicce e gioielli, oggi gli italiani scelgono un modo diverso per farsi belli. Se gli storici status symbol di bellezza sono ormai fuori moda, vanno invece alla grande tatuaggi, cibo sano, fitness e, perché no, anche qualche ritocchino dal chirurgo estetico: è quanto emerge da Stili d'Italia, la ricerca che l'Ufficio Studi Coop ha realizzato attraverso lo strumento di analisi italiani.coop per raccontare come sono cambiati i codici estetici nel nostro Paese. Condotta nei mesi di maggio e giugno scorsi con metodologia Cawi su un campione di 7000 persone tra i 18 e i 65 anni, la ricerca evidenzia chiaramente che parlare di bellezza contemporanea significa non più vestire il proprio corpo, ma modificarlo, sia esteriormente che interiormente, con la cura del proprio aspetto e l'attenzione alla salute.

I dati rilevano che il 21% degli italiani ha un tatuaggio (1 italiano su 5), e tra questi ci sono sia più giovani (under 35) che over 56, mentre il 19% pensa che prima o poi ne farà uno. La maggioranza dei tatuati è di sesso femminile e tra i tipi di tatuaggi a piacere di più sono quelli Maori, come emerge analizzando i Google Trends sul tema: il termine Maori è infatti il più cercato, accanto a braccio e tartaruga, mentre restringendo il campo ai primi 7 mesi del 2018 sono in aumento le ricerche legate a personaggi famosi (come Luigi Favoloso del Grande Fratello o i calciatori Buffon e Ibrahimovic) o al punto e virgola della campagna internazionale The Semicolon Project, simbolo della lotta alla depressione e all'ansia.

Accanto ai tatuaggi, prendono piede anche piercing e dilatatori, soprattutto tra i giovani: il 24% degli under 35 ne indossa uno, mentre sopra i 46 anni il dato scende al 10%. Se 8 donne su 10 (82%) hanno i buchi alle orecchie per portare i tradizionali orecchini, sul fronte delle extension la moda è già passata: l'11% delle italiane le ha applicate, il 5% se ne è già pentita, il 16% vorrebbe farlo in futuro e il 72% pensa che non lo farà mai.

Il 7% degli italiani ha invece optato per il chirurgo estetico: tra questi, il 42% è ricorso al filler e il 47% alla rinoplastica, e in percentuali minori la scelta è caduta su addominoplastica o liposuzione, mastoplastica, botulino, lifting e in ultimo la plastica all'ombelico. Un 16% degli intervistati ha poi espresso il desiderio di andare dal chirurgo in futuro. Dalla ricerca non poteva ovviamente mancare la tavola: il 19% degli italiani segue una dieta biosalutista, il 24% vorrebbe farla e il 30% pensa che nei prossimi 5 anni ridurrà il consumo di carni rosse. Infine, il 74% fa sport almeno una volta al mese: il 44% si dedica a camminata o jogging, il 21% al fitness, il 13% alla ginnastica o aerobica e il 7% allo yoga, mentre l'1% pratica sport estremi. In tema di giudizi sul corpo, gli italiani si danno la sufficienza (62%) e solo l'11% ritiene eccellente la propria forma fisica.

"La Coop è un soggetto collettivo di 87 cooperative che aggregano complessivamente 6,8 milioni di soci, ossia circa un quarto delle famiglie italiane: da qui nasce l'idea di raccontare come cambiano gli italiani", spiega all'ANSA Albino Russo, direttore generale ANCC - Coop e responsabile Ufficio Studi Coop. "Gli italiani hanno mollato gli ormeggi di una tradizione percepita come troppo restrittiva: cercano nuovi orizzonti, anche attraverso tatuaggi e cambiamenti del corpo". Un nuovo comportamento che si riflette evidentemente anche a tavola: "Siamo convinti che il cibo sia metafora del nostro Paese. Ormai sono tantissimi gli italiani che seguono una dieta biosalutista e sono ancora di più quelli che dichiarano di volerla seguire in futuro".

In collaborazione con:
Coop

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