Papa, rifiutare gratuità Dio è peccato

Messa Santa Marta. 'Tutti sono sempre invitati, buoni e cattivi'

Redazione ANSA CITTA' DEL VATICANO

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV - Rifiutare la gratuità dei doni di Dio è "il peccato di tutti noi". Lo ha detto il Papa nell'omelia della messa a Santa Marta.
    "La cena, la festa, è figura del cielo, dell'eternità con il Signore", ha spiegato Francesco, dicendo che ad una festa non si sa mai chi si incontra, si conoscono persone nuove, si trovano anche persone che non si vorrebbero vedere, ma il clima della festa è la gioia e la gratuità. "Il nostro Dio ci invita sempre così, non ci fa pagare l'entrata. Nelle vere feste, non si paga l'entrata: paga il padrone, paga quello che invita", ha detto il pontefice secondo quanto riferisce Vatican News.
    Ma c'è chi anche davanti alla gratuità mette al primo posto i propri interessi. "Davanti a quella gratuità, a quella universalità della festa, c'è quell'atteggiamento che rinchiude il cuore: 'Io non ci vado. Preferisco stare da solo, con la gente che piace a me, chiuso'. E questo è il peccato; il peccato del popolo di Israele, il peccato di tutti noi. La chiusura".
    La reazione del Signore davanti al nostro rifiuto è decisa: vuole che alla festa vengano chiamati tutti, cattivi e buoni.
    "Tutti sono invitati. Tutti, nessuno può dire: 'Io sono cattivo, non posso'. No. Il Signore perché tu sei cattivo ti aspetta in un modo speciale".
    Alla Messa di questa mattina a Casa Santa Marta era presente, tra gli altri, anche un sacerdote di 96 anni che oggi festeggia i suoi 70 anni di sacerdozio.(ANSA).
   

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