Premio "Ali libertà" a detenuto laureato

Lui, studio rende liberi. Fedeli, istruzione limita la recidiva

Redazione ANSA

(ANSA) ROMA, 15 MAG - Ha 46 anni e si chiama Alessandro il detenuto della casa circondariale di Rebibbia di Roma che ha ricevuto la prima edizione del premio nazionale "Sulle ali della libertà". Il riconoscimento, presentato oggi, ha come obiettivo quello di promuovere la cultura e l'integrazione negli istituti di pena. Il vincitore, in carcere dal 1995, ha conseguito prima la laurea con lode in Sociologia presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2013, poi, primo in Italia, il dottorato di ricerche in Sociologia e Scienze applicate sempre presso La Sapienza. Il premio è promosso e ideato dall'Associazione Isola Solidale che a Roma, da oltre 50 anni, si occupa di detenuti; consiste in un buono per l'acquisto di libri per mille euro. L'iniziativa ha riconosciuto la medaglia di rappresentanza dal presidente della Repubblica. "E' una bella iniziativa la vostra. Il 95% dei detenuti italiani proviene da uno strato socio culturale basso, entra in carcere con la licenza di scuola media inferiore. Questo dà una limitata visione sul vivere civile e responsabile. Il detenuto che in carcere studia e impara un mestiere si troverà messo davanti ad una realtà socio culturale di cui ignorava l'esistenza e quando sarà libero non riuscirà più a parlare con i vecchi amici, capendo che il modo in cui si è comportato era sbagliato", ha detto Alessandro in un video che è stato proiettato durante la presentazione dell'iniziativa, avvenuta oggi. Il detenuto ha annunciato anche una prossima laurea anche nei Servizi sociali. "La detenzione serve all'individuo che ha commesso un crimine; dico ai detenuti: studiate, apprendete, migliorate la vostra esistenza per un futuro migliore", ha concluso Alessandro. "Considero la scelta che è stata fatta da coloro che sostengono questo lavoro particolarmente importante: puntare sul diritto individuale all'istruzione è una delle leve per costruire una cittadinanza rispettosa dei valori delle persone. A chi ha dubbi su queste iniziative, ricordo che questi investimenti riducono la recidiva, e questo è interesse di tutti. Investire in cultura significa anche prevenire", ha commentato la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli. Fedeli ha sottolineato l'importanza della funzione delle banche in iniziative di tipo sociale: la presentazone è stata svolta nella sede del Banco Bpm a Piazza del Gesù a Roma. "Vorrei che l'anno prossimo, nel costruire questo premio, ci fosse la possibilità di sostenere di più questa iniziativa che non è solo una buona pratica ma una strada da seguire in modo accelerato, ha un valore fondamentale", ha concluso Fedeli. I complimenti al premiato "per la determinazione e l'impegno dimostrati" sono arrivati dal ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, in un messaggio letto stamane durante l'incontro. (ANSA)

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