Cantone, perché lavori solo in 2 scuole?

Nonostante impianto derogatorio fortissimo ricostruzione

Redazione ANSA ANCONA

(ANSA) - ANCONA, 26 OTT - Nell'Italia centrale c'è il ''più grande cratere sismico della storia del Paese, ma non sono convinto che il problema dei ritardi nella ricostruzione sia legato alla necessità di chissà quali deroghe. La ricostruzione ha un impianto derogatorio fortissimo: dovremmo chiederci piuttosto come mai su 21 scuole che devono essere ricostruite sono partiti solo 2 cantieri. Se il Commissario fa le gare e nessuno presenta un'offerta, non è colpa della magistratura, dell'Anac, o del Codice degli appalti''. Il presidente dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone ha cercato di sfatare alcuni luoghi comuni sul post sisma, intervenendo ad Ancona ad un convegno sul Codice degli appalti per la ricostruzione insieme al presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, al procuratore generale presso la Corte di Appello di Ancona Sergio Sottani, e ai senatori Stefano Esposito e Camilla Fabbri, presente anche il presidente dell'Ance Marche Costanzo Perlini.
    Cantone ha sottolineato che di fronte alla possibilità di appaltare opere con le procedure speditive consentite dal Codice in caso di emergenze e calamità, ''molte amministrazioni locali che venivano a protestare a Roma per i ritardi erano poi in fuga sistematica dal potere di firma''. Per paura di incorrere in sanzioni o denunce, amministratori e funzionari fanno un passo indietro, un meccanismo che ''non ha nulla a che vedere con le norme e la burocrazia''. Secondo Cantone ''non risolviamo il problema con deroghe a 360 gradi'', ma dando più potere alle Regioni, ''con una regia comune all'interno del Commissariato per la ricostruzione''. Prestando la massima attenzione ai rischi di infiltrazioni mafiose, che, hanno ricordato sia Cantone sia Sottani, ''quando in un territorio arrivano tanti soldi e si lavora con un sistema emergenziale, non sono un pericolo ma una certezza''. Perplessità sulla scelta di Invitalia come unica centrale appaltante sono state espresse da Ceriscioli, che auspica un sistema tale da ridurre le lungaggini connesse ai ricorsi e all'attività dei 'riservisti' che affiancano le aziende: ''Mi piacerebbe che l'impresa che vince una gara realizzasse l'opera nei tempi dovuti. Poi, ultimati i lavori, discutiamo di tutto''. Esposito, relatore della legge per il nuovo Codice degli appalti, è stato più esplicito: ''lo spirito del Codice non era quello di avere Invitalia come unica stazione appaltante. Una scelta che non ho condiviso. Se dai responsabilità ai governatori-vice commissari, devi dargliele fino in fondo''. (ANSA).
   

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