Diritti globali, con populismo è baratro

Ius soli provvedimento giusto. In Europa fake news su migranti

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA - "Senza l'ausilio costante della memoria il peggior passato è destinato a tornare. E lo sta facendo.
    Nazionalismo, razzismo, fascismo, guerre, persino minaccia atomica". E' chi soffia sul fuoco della paura dello straniero, del diverso, del più povero, il pericolo maggiore segnalato dal Rapporto sui Diritti Globali 2017, intitolato l'Apocalisse umanitaria. Il dossier, che elenca e inquadra in un contesto globale i principali fatti dell'anno, italiani e internazionali, è realizzato da Società INformazione di Sergio Segio ed edito dalla Cgil. "Vediamo pericolosamente proliferare e affermarsi i populismi", che Segio definisce la "rivolta" dei "penultimi", di chi si trova "sul crinale scivoloso tra il cadere fuori e il rimanere dentro. E che di questa precarietà fa colpa alle 'caste', ma che alla fine confligge e si sfoga su chi sta un gradino più sotto del proprio, gli ultimi della fila". "Cosa stia succedendo, sia a livello dei decisori politici sia a livello sociale, è evidente e generalizzato: barriere sempre più alte, frontiere sempre più chiuse", osserva Segio, che fu esponente di Prima Linea negli anni di piombo e ha chiuso i conti con la giustizia nel 2004. E dalla xenofobia al razzismo il passo è breve: alla base di entrambi vi è la "paura", ma nel caso del razzismo la paura è "fecondata" dal "germe dell'odio".
    "Se i populismi dovessero estendersi e affermarsi ulteriormente", con il crescere delle destre xenofobe "in molta parte d'Europa, Italia compresa, non saremmo di fronte a una alternativa e a un'uscita dalla crisi, bensì a un passo ulteriore e ancor più drammatico verso il baratro". Il populismo si alimenta di "falsi miti", di 'fake news', come quelle sulle troppe risorse ai rifugiati. Il dossier elenca, invece, una serie limitazioni e balzelli imposti dai singoli Paesi, in alcuni casi applicati allo scopo dichiarato di essere meno "attraente". Ad esempio, in Italia sono "riscontrate limitazioni nel diritto al gratuito patrocinio legale e limitazioni nell'esenzione dai ticket sanitari per i richiedenti asilo (sebbene nullatenenti)", la Danimarca, dal 2015 ha tagliato del 50% i contributi ai rifugiati, in Francia alcuni farmaci non vengono più rimborsati, mentre lo sono ancora per i francesi.
    Secondo la commissione 'Jo Cox', istituita alla Camera, citata nel dossier, "l'Italia risulta il Paese con il più alto tasso di ignoranza sull'immigrazione in tutto il mondo. A partire da una realistica percezione del fenomeno: la maggioranza dei cittadini italiani pensa che gli immigrati presenti sul suolo italiano siano il 30% della popolazione, anziché l'8%, e che i musulmani siano il 20%, mentre sono il 4%". Una forma di "razzismo istituzionale e 'democratico' che ha gradatamente permeato la società" è stata, si legge nel dossier, la scelta di non approvare lo 'ius soli', la cui proposta risale al 1992. 

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