Università: Crui, antimafia è tema vasto

Rosy Bindi, 'giusta la collaborazione con gli atenei'

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA - "Le strutture universitarie, specialmente in alcuni territori, finiscono per diventare presidio di legalità, per questo abbiamo apprezzato l'iniziativa politica della presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi di voler portare l' antimafia al di fuori degli ambiti tradizionali, confinati nel recinti della sola attività repressiva della magistratura e delle forze polizia, e farne per oggetto un tema più, vasto portando all'attenzione della formazione queste tematiche". Lo ha detto davanti alla Commissione parlamentare antimafia Gaetano Manfredi, presidente della Crui, la Conferenza dei rettori delle Università italiane.
    "Aver dedicato buona parte delle nostre energie a stabilire un rapporto con le università italiane e a fare la nostra parte per avviare una collaborazione che dovrà avere una continuità, ascoltando sia il rettore che i dati forniti oggi, ci conferma - ha detto la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi prendendo la parola dopo l'intervento di Manfredi - che non sono state energie sprecate, abbiamo intercettato un percorso che in questi anni si è incrementato Nella nostra relazione finale - ha proseguito Bindi - ci saranno le 'consegne' che diamo per il futuro e recepiremo le sue indicazioni, che tutti noi condividiamo; il nostro obiettivo è che questo tema non sia affidato alla buona volontà di qualche rettore o di qualche professore ma che debba diventare un elemento strutturale delle università italiane. Su queste basi ci sono tutte le condizioni perche' questo possa avvenire".
    La Commissione parlamentare antimafia e la Crui hanno siglato un protocollo d'intesa, presentato a Milano circa un anno e mezzo fa, per ricerca, didattica, dottorati, studi sulla criminalità e percorsi per la legalità. La Commissione ha anche finanziato e dato vita a tre borse di studio ad altrettanti ricercatori. Sono stati 57 gli Atenei interessati e che hanno risposto in modo positivo al questionario online su didattica, presenza di strutture dedicate e attività di divulgazione in materia di legalità e di lotta alle mafie, con riferimento all'anno accademico 2015-2016. I dati li ha forniti oggi in Commissione antimafia Anna Maria Zaccaria, docente di sociologia del territorio all'Università Federico II di Napoli.
    Dai risultati emerge che sono 43 le strutture dedicate, 13 i corsi di insegnamento specialistici sul tema della legalità e che c'è una grande produzione di eventi o attività. "Un dato interessante - ha rilevato la docente - perché dice che lo sviluppo delle strutture dedicate è esponenziale negli anni ma soprattutto è accelerato dal 2010 a oggi, infatti il maggior numero di centri creati su questi temi si concentra tra il 2011 e il 2016. Le strutture si concentrano soprattutto al Nord e vedono come protagonisti soprattutto gli Atenei di grandi dimensioni. Le attività si concentrano soprattutto in Lombardia, Campania e Lazio. Non significa che le altre regioni non sono interessate ma che in questi Atenei ci sono attrattori più forti che dipendono dalle dimensioni e dalla presenza di gruppi di ricerca costituiti negli anni". Per quanto riguarda l'offerta formativa l'unico corso di dottorato di ricerca è quello dell'Università di Milano ma 9 Atenei hanno interi corsi di formazione specialistica dedicati, 2 corsi di alta formazione e molti master sono diffusi su tutto il territorio. Inoltre 24 Atenei da soli offrono complessivamente 65 insegnamenti che affrontano il tema in modo multidisciplinare. La maggioranza dei corsi di studio coinvolti sono i corsi di laurea magistrale e triennale mentre è meno sviluppata l'istituzione di corsi di formazione alta. L'attività divulgativa prevalente è quella seminariale che copre il 37% degli eventi e delle attività.(ANSA).
   

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