Bergen, l'eco-città che guarda al futuro

Da vivere a piedi, per scoprirne la cultura e le tradizioni

Redazione ANSA

(di Marzia Apice) BERGEN - È il mare con il suo blu intenso a dare il primo benvenuto quando si arriva a Bergen. Ma alla "città tra le sette montagne", definita anche la porta dei fiordi norvegesi per la sua posizione geografica, bastano poche ore per mostrare tutte le sue carte vincenti. La seconda città della Norvegia infatti si visita facilmente a piedi ed è una fortuna, vista la densità di cose da scoprire.
    La modernità di Bergen si fonde al suo volto più tradizionale in un connubio che dà alla città grande fascino. Qui vengono turisti tutto l'anno, anche se in inverno, accanto alle temperature rigide, la pioggia cade spesso. Col tempo bello o con quello brutto, è comunque utile iniziare la propria passeggiata dal grazioso porto che brulica di vita (con il Fisketorvet, il mercato del pesce) e di attività. Dopo aver sbirciato (e magari assaggiato) i salmoni, le aringhe e tutti i tesori offerti dal mare, lo sguardo viene naturalmente attirato dai tetti a punta e dalle facciate colorate di Bryggen, il caratteristico quartiere anseatico, patrimonio Unesco. Nel Medio Evo zona principale dei commercianti anseatici che controllavano il commercio dello stoccafisso norvegese, oggi le sue stradine rivestite di legno ospitano botteghe di artigiani e artisti, ristoranti e anche il centro culturale italiano. Questo luogo, che a mezzanotte viene chiuso, definisce l'anima di Bergen, città ancorata al passato ma capace di guardare al futuro. Camminare a Bergen è davvero piacevole: le strade sono pulite, i parchi curati, il traffico ridotto (molti sono infatti gli incentivi governativi per l'acquisto di automobili elettriche), e i mezzi pubblici funzionano benissimo. Inoltre la città (raggiungibile comodamente dall'Italia anche con la compagnia aerea low cost Norwegian e ottimo punto di partenza per fare escursioni nei fiordi e in montagna) offre molto anche dal punto di vista culturale. E non è un caso. Vi è nato il celebre compositore Edvard Grieg (la cui splendida casa-museo a Troldhaugen è poco lontana dalla città), e Henrik Ibsen ha iniziato la sua carriera teatrale proprio al Dan Nationale Scene (il teatro cittadino) traendo qui ispirazione per i suoi drammi. Al Kode, modernissimo museo composto da vari edifici, c'è poi una nutrita collezione di quadri di Edvard Munch. Ma di musei c'è l'imbarazzo della scelta, dalla Fortezza, al Bergen Kunsthall al museo anseatico fino all'affascinante acquario. Non mancano una grande e importante università, ristoranti di design con menu legati ai prodotti del territorio (dall'immancabile salmone ai frutti di bosco, dal succo di mela ai dolci con la cannella) e locali alla moda, in cui si suona live. Infine resta viva la tradizione culturale locale, fatta di musica, artigianato, arte, e capace di continui confronti con il contemporaneo. Chi ama i panorami mozzafiato non può perdersi la salita sulla collina con la funicolare: pochi minuti di tragitto e poi sarà la bellezza a riempire gli occhi.(ANSA).
   

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