In giro per Wroclaw, la città degli gnomi

Oltre 300 minuscoli abitanti nella "Venezia della Polonia"

di Daniela Giammusso

C'è Botanik, che se ne sta lì tra gli alberi, in primavera come sotto la neve, a suonare il suo trombone fatto di petali di fiore. Obiezysmak, poverino, ha mangiato così tanti piroghi che quasi gli scoppiano i pantaloni ed è stramazzato proprio in mezzo al Rynek. Oppure Wroklovek, con il cuore in mano, a festeggiare allegro chiunque arrivi.

Se siete in Polonia e state a passeggiando per le vie di Wroclaw (Breslavia), lungo l'Oder con i suoi 100 e più ponti o dall'altra parte della città, verso la Sala del centenario, non strabuzzate gli occhi. Si, quello che vedete davanti a voi, alto qualche decina di centimetri appena, che vi guarda con spirito divertito, è uno gnomo. Esattamente uno degli oltre 300 (in verità nessuno conosce davvero il numero esatto) che convivono con gli abitanti della ''Venezia della Polonia'', appena proclamata Capitale europea della cultura 2016.

Per le strade, sui marciapiedi, davanti ai portoni, persino arrampicati a pali e semafori: questi piccoli ometti in bronzo spuntano un po' ovunque, mascotte ma anche coscienza di una città da sempre terra di conquista, diventata polacca solo dopo la seconda guerra mondiale.

Anche se leggenda racconta di uno spiritello dispettoso, in polacco ''chochlik'', e di un piccolo esercito di gnomi chiamati a salvare la città dai suoi scherzi, infatti, in realtà tutto è cominciato all'inizio degli anni Ottanta, quando il regime comunista si affrettava sistematicamente a cancellare ogni slogan e scritta contro le autorità. Fu così che sopra la vernice nera della censura iniziarono ad apparire i primi gnomi, beffardi, disegnati dal Movimento di protesta underground Pomaraczowa Alternatywa (Alternativa Arancione) con l'intento di ridicolizzare il Governo e le sue attività. L'effetto fu tale che si arrivò persino ad una marcia popolare, con migliaia di persone con cappello arancione in testa.

Voltata pagina, è nel 2001 che proprio per commemorare l'azione di Alternativa Arancione le autorità hanno fatto apporre il primo gnomo in bronzo: è Papa Krasnal, in via widnicka, in ricordo del leader del movimento, Waldemar Fydrychm. Da allora gli gnomi si sono moltiplicati ovunque, nelle piazze, nei giardini, sulle soglie delle case, sulle cassette della posta o sulle lanterne, realizzati da molti artisti e finanziati da istituzioni, aziende, privati, con tanto di ufficio in Comune dove presentare domanda per un nuovo gnomo (costo, circa mille euro).

E allora, aprite bene gli occhi, in tour o armati di mappa degli gnomi (sono in vendita in molti negozi per pochi Zloty insieme ai libretti con le loro storie) e lanciatevi alla ricerca dei piccoli abitanti di Wroclaw. Si può partire da Straznik, il Guardiano, tutto il giorno a vegliare sulla piccola porta d'ingresso al mondo degli gnomi accanto ai palazzi di Hansel e Gretel. Passeggiando verso l'Università, s'incontra lo Gnomo professore o lo studioso alla Biblioteca dell'Ossolineum, mentre verso il fiume, ecco lo Gnomo tutto nudo che si lava i panni nell'Odra, quello che ripara il gas sul Ponte Tumski, i giardinieri dell'Orto botanico (anche se uno dorme nella carriola sotto una gigantesca cipolla) proprio accanto alla Cattedrale di S. Giovanni Battista. Al Rynek, la piazza cuore della città, ci si imbatte ovviamente con lo Gnomo Turista, con tanto di giuda alla mano, ma c'è anche lo Gnomo amichevole che offre fiori accanto alla Fontana della fortuna. E poi il bancario, l'amante dei piccioni, un piastrellatore al lavoro e la coppia più famosa di Wroclaw: i due gnometti che cercano di muovere un'immensa palla di marmo.

In giro per la città poi gli gnomi partecipano attivamente alla vita collettiva, vanno in motocicletta, proiettano film, si sposano, lavorano al computer, fanno gli attori o il medico, vendono giornali in strada, si cimentano nello sport o, poverini, cercano invano di aprire un gigantesco ombrellone. Ce ne sono un paio appisolati, uno con tanto di letto in strada e un altro che vaga sonnambulo, e qualcuno non si è comportato bene, tanto da finire carcerato dietro le sbarre, seppur solo di una finestra. Ancora un po' poche le donne, ma con una bella violoncellista nella piccola orchestra davanti al nuovo Forum Nazionale della musica. E tra gli ultimi arrivati c'è anche lo gnomo italiano, realizzato grazie al crowfunding. Si riconosce subito, in sella alla sua Vespa con tanto di Chianti, una fetta di pizza e la Moka sul porta pacchi. E se non è abbastanza, gli gnomi a Wroclaw hanno anche un Festival a settembre, un sito ufficiale (www.krasnale.pl) e molto ricorrenze. Qualcuno dice portino fortuna, a qualcuno fanno sorridere. Ma soprattutto ricordano a tutti quanto si deve lottare per la libertà

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