I dieci Carnevali più insoliti del mondo

Antiche tradizioni, sfide storiche e battaglie in maschera per esorcizzare le paure

di Ida Bini

Arance, spade e rose al posto dei coriandoli diventano armi di battaglie teatrali che allontanano il buio e sconfiggono il male. Eserciti di soldati in abiti napoleonici e di uomini travestiti da animali o in costume di Pierrot, uno identico all’altro, contrastano enormi pupazzi e figure ancestrali che rappresentano il diavolo. Sono numerose le feste di Carnevale, soprattutto nel vecchio continente, che si allontanano dai più convenzionali cortei in maschera o dalle divertenti e colorate sfilate di carri allegorici e si avvicinano alle tradizioni più arcaiche e popolari di ogni singolo Paese. Ecco un tour tra le dieci feste carnevalesche più strane e insolite, alcune famosissime e altre ancora da scoprire.

Québec
Giochi, sport e spettacoli folcloristici sotto la neve sono i protagonisti del Carnevale di Québec, in Canada, che fino al 13 febbraio ospita concerti, balli in maschera e feste per grandi e bambini in un paesaggio tipicamente invernale. Nato nel 1894 per celebrare l’arrivo della primavera e allontanare le rigide temperature dell’inverno, anche quest’anno il Carnaval de Québec accoglie nel gigantesco palazzo del ghiaccio numerose sculture di neve, realizzate da artisti canadesi e internazionali, presentate dalla celebre mascotte Bonhomme, un pupazzo di neve che indossa un cappello rosso e una sciarpa colorata. Scenografica è la parata notturna dei carri allegorici che si svolge il 6 febbraio nel quartiere di Charlesbourg ma gli eventi più amati sono i tornei sportivi, in particolare le gare di hockey, la corsa in canoa sul fiume ghiacciato san Lorenzo e la suggestiva corsa con le slitte trainate dai cani. Infine, c’è attesa anche per il 13 febbraio quando decine di partecipanti in costume da bagno si tufferanno nell’acqua ghiacciata.

Ivrea
Il momento clou dello storico Carnevale di Ivrea, riconosciuto come “manifestazione italiana di rilevanza internazionale”, è la suggestiva e spettacolare battaglia delle arance: frutti grossi e succosi vengono lanciati dagli aranceri sui carri ai cittadini a terra, le squadre a piedi, che rispondono con le stesse armi. Per evitare di essere bersagliati dal lancio dei frutti è bene indossare un berretto rosso per tutte e tre i giorni della storica battaglia che rappresenta, sotto forma di allegoria, la rivolta dei cittadini a un barone tiranno e la conquista della libertà con le sole armi a loro disponibili. Simbolo della vittoria è il corteo della Mugnaia, dai cui carri si lanciano dolci e regali alla popolazione. Durante la manifestazione carnevalesca, che segue un programma rigoroso e complesso, si svolgono ogni giorno numerosi appuntamenti, parate in costume, mostre, spettacoli teatrali, concerti, fiaccolate, degustazioni e mercatini. Il Carnevale della città piemontese termina il 10 febbraio con spettacolari giochi pirotecnici e la premiazione delle squadre degli aranceri e dei carri vincitori.

Colonia
Tagli di cravatta e lanci di rose dai carri sono i gesti che contraddistinguono il Carnevale della grande città sul Reno, più simile a una parata storica che a una festa in maschera. Quest’anno il Carnevale di Colonia, che risale al Medioevo, inizia il 4 febbraio con l’immancabile festa delle donne che al grido di Kölle Alaaf! tagliano le cravatte ai malcapitati uomini, chiedendo loro un bacio sulla guancia. La Weiberfastnacht dà l’avvio al periodo carnevalesco chiamato “Quinta stagione dell’anno”, che terminerà il 10 febbraio, mercoledì delle ceneri, con l’immancabile e benaugurante banchetto a base di pesce. Sempre il giorno d’apertura vengono nominati i protagonisti del Carnevale: il “Principe”, il “Fante” e la “Vergine” che ricevono le chiavi della città e aprono ufficialmente i festeggiamenti. Da allora, di giorno e di notte, è un susseguirsi di cortei e sfilate in costume per le strade e nei locali; tra gli appuntamenti più attesi c’è il raduno di sabato in piazza Neumarkt, dove tra balli, maschere e gustose pinte di birra si assiste alla sfilata storica degli uomini vestiti con le giubbe rosse, che ricordano i soldati di Colonia. Il momento clou del Carnevale, tuttavia, è il “lunedì delle rose”, Rosenmontag, quando un corteo di migliaia di persone attraversa la città su carri allegorici da cui lanciano rose e dolci alla gente assiepata dietro le transenne. Il martedì grasso, penultimo giorno di Carnevale, si assiste al rogo del Nubbel, uno spaventapasseri di paglia che rappresenta l’inverno, tenuto appeso in diverse birrerie della città e solo alla fine esposto in piazza per essere bruciato.

Mundaka
Nel villaggio basco di Mundaka, famoso come ritrovo di surfisti, si svolge un antico Carnevale, Arauste, che vede come protagoniste le donne del borgo travestite da streghe con una parrucca bionda. La festa si apre domenica, 7 febbraio, con il corteo degli uomini, gli atorrak, vestiti di bianco e con una federa in testa, che percorrono le strade di Mundaka accompagnati da musica e canti. Poi è il turno delle donne, completamente vestite di nero, che rappresentano la lamia, antica figura mitologica basca metà umana e metà animale, i cui arti inferiori sono quelli di una capra o di un’anatra se proviene dalle regioni interne o di una sirena se arriva dalla costa. La festa è stravagante e misteriosa, proprio come le radici e le tradizioni di questa regione della Spagna settentrionale.

Binche
Un esercito di colorati Pierrot, agghindati con un enorme collare di pizzo, zoccoli ai piedi e una maschera di cera bianca che copre il volto, sfilerà dal 7 al 9 febbraio per le vie di Binche, cittadina vallone a 60 chilometri da Bruxelles. Sono i Gilles, antiche maschere carnevalesche che danno vita a una festa dall’organizzazione rigorosa: il martedì grasso percorrono la città con una banda, preceduti dal ritmico rullio dei tamburi e dei pesanti zoccoli che colpiscono il selciato, mentre la domenica precedente i protagonisti sono i cittadini, vestiti di stracci e con i volti nascosti sotto inquietanti maschere che rappresentano il diavolo, con le quali esorcizzano l’inverno. Lunedì un corteo di Pierrot, Arlecchini, clowns e zingari scende per le strade, ballando e facendo festa, mentre i fuochi d’artificio annunciano l’arrivo del martedì, il giorno della grande sfilata conclusiva dei Gilles.

Mamoiada
Per Carnevale la cittadina di Mamoiada nel cuore della Barbagia, in Sardegna, mette in scena un’antica festa, suggestiva e ricca di simboli, che racchiude i misteri della civiltà agropastorale d’età nuragica, dove drammatici riti pagani si uniscono all’allegorico rapporto tra animali e uomini, tra sconfitti e vittoriosi. La festa consiste nella processione e nell’incontro teatrale tra gli Issohadores, personaggi vestiti in modo colorato e brioso con giubbe rosse di foggia femminile, pantaloni bianchi e bottoni in oro, e i Mamuthones, uomini coperti da pelli di pecora, da 40 campanacci di varie dimensioni tenute insieme come collane e con bellissime maschere di legno, assicurate al viso con cinghie in cuoio. Entrambe le fazioni sfilano per le vie del borgo la domenica: i Mamuthones, che rappresentano la sconfitta e la prigionia, si dispongono su due file parallele di dodici (come i mesi dell’anno), sei per fila; gli Issohadores, i vittoriosi, invece, si sistemano accanto alle file degli antagonisti e sfilano con loro, inscenando l’eterna lotta tra il bene e il male.

Gozo
Gli ingredienti sono gli stessi di un classico Carnevale: la tradizionale sfilata di carri allegorici e delle maschere provocatorie, divertenti e colorate. Eppure il Carnevale di Nadur, villaggio di Gozo, piccola isola dell’arcipelago maltese, ha un differenza sostanziale: qui i protagonisti in maschera sfilano in silenzio, quasi a voler rafforzare il proprio travestimento e il proprio anonimato; da qui il soprannome di Carnevale silenzioso. E’ una festa spontanea, senza regole né organizzazione: tutti scendono in piazza con una maschera irriverente e pungente o con un cappuccio per non essere riconosciuti. I costumi sono stravaganti e satirici, divertenti e alcuni storici; i carri sono per lo più rottamati dalle aziende locali, eppure arricchiti da un lungo lavoro creativo. Il Carnevale di Nadur quest’anno si svolge dal 5 al 9 febbraio.

Allein
In Val d’Aosta, nel comune di Allein o Coumba Freida, si svolge una festa di Carnevale misteriosa e ricca di storia, dove la tradizione unisce la nascita del Carnevale al passaggio di Napoleone attraverso il Colle del Gran San Bernardo durante la campagna d’Italia.
Le landzettes, le originali maschere dei protagonisti, sono infatti costumi colorati che ricordano le uniformi dell’esercito napoleonico: gli abiti sono confezionati con paillette e specchietti che riflettono la luce e allontanano gli spiriti maligni, così come il colore rosso delle uniformi simboleggia la forza ed esorcizza le avversità. Le landzettes hanno il volto coperto da una maschera di legno, in mano tengono una coda di cavallo e un campanello per scacciare gli spiriti avversi; accompagna la sfilata principale un orso che rappresenta l’avvicinarsi della primavera. Durante il corteo le maschere entrano nelle case, ballano per strada e mangiano ciò che viene loro offerto nelle piazze del borgo.

Solothurn
In Svizzera, dal 3 al 10 febbraio, nella città barocca di Solothurn si svolge un’insolita festa di Carnevale, che i cittadini chiamano “hawaiano”. Per un’intera settimana Solothurn, seguendo il principio carnevalesco del sovvertimento e della ribellione alle regole, cambia il suo nome in Honolulu, il sindaco viene destituito e la strada del Municipio diventa “via dell’Asino”. Tutto è stravolto e ogni cosa è il suo esatto contrario; pare, infatti, che la cittadina svizzera si trovi esattamente agli antipodi delle Hawaii o almeno ne sono convinti dal 1853 i suoi abitanti, che da allora fino al mercoledì delle ceneri stravolgono i nomi. Il Carnevale comincia all’alba del giovedì grasso, 4 febbraio, con il Chesslete, il chiassoso corteo armato di fiaccole e di strumenti assordanti, che attraversa la città vecchia svegliando chi dorme e si conclude la sera del mercoledì delle ceneri, il 10 febbraio, con l’incendio del pupazzo di paglia Böög che rappresenta l’inverno.

Strání
Nel sudest della Repubblica Ceca c’è un modo assai originale di festeggiare il Carnevale: a Strání, città ceca della Moravia, all’apice dei festeggiamenti si celebra la lotta all’inverno e al male con la folcloristica danza delle spade. Durante questa tradizionale danza, che si svolge nei boschi di Strání, i protagonisti ballano con sciabole di legno borchiate e dotate di cerchi metallici. La danza termina con un grande banchetto dove si cucinano piatti tradizionali a base di maiale.

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