Thailandia, il paradiso del mare

Dalla Phi Phi Island di Di Caprio ai fondali delle Similan

di Daniela Giammusso

Spiagge di sabbia finissima e poi scogliere verdi a picco sul mare. Fondali incontaminati, popolati di coralli, delfini e pesci coloratissimi. E ancora grotte, cascate, parchi naturali e grandi falò con migliaia di ragazzi da tutto il mondo ad attendere la luna piena. Il motivo numero 1 per andare in Thailandia è il mare, con ben cinque isole elette quest'anno tra le migliori al mondo nel TripAdvisor Traveller's Choice Awards e Koh Tao votata come la prima in Asia (seguita da Phuket, Koh Samui, Koh Lanta e Phangan). D'altronde, ricordate il tuffo di Leonardo Di Caprio a Phi Phi Island o le corse in motoscafo di James Bond intorno all'isola che da allora porta il suo nome? E' tutto qui, tra queste acque calde 12 mesi l'anno e così limpide da sembrare trasparenti. C'è solo da scegliere, in base al proprio budget e al tempo. Meglio la costa occidentale nel nostro periodo invernale e quella orientale in estate, in genere meno battuta dal monsone.

L'isola più grande e conosciuta della Thailandia (seppur collegata alla terra ferma dal Ponte Sarasin) è Phuket, la Perla delle Andamane, 867 chilometri a sud di Bangkok. Devastata dallo Tsunami nel 2004 e subito ricostruita, oggi attira 12 milioni di turisti l'anno, con un'offerta che va dai super-resort a 5 stelle alle guesthouses. Tutti qui conoscono la distesa di sabbia di Kata, ma c'è anche la vivacità della frequentatissima Patong o una nota esotica a Rawai, il villaggio degli Zingari del Mare, dove al tramonto comprare il pescato fresco e farselo cucinare in uno dei ristorantini sulla spiaggia. Per poi lanciarsi nella vita notturna dei pub di Bangla Road.

L'incontro tra l'Oceano Pacifico, il più grande al mondo, e l'Oceano Indiano, il più piccolo e misterioso, fa poi dei fondali tailandesi un paradiso per gli amanti della subacquea, con oltre il 20% dei pesci delle barriere coralline del mondo e più di 800 specie, compresi squali balena e mante che qui si incontrano frequentemente. Da non perdere allora un'immersione all'isola di Racha, al largo di Phuket, tra squali leopardo, coralli e gorgonie a ventaglio. Ma soprattutto alle Similian, piccolo arcipelago di nove isolette di granito ricoperte di verde, eletto tra i 10 luoghi più belli al mondo per le immersioni, accessibile solo in alcuni mesi dell'anno e paradiso delle tartarughe che qui vengono a nidificare. Si può scegliere se alloggiare nei campeggi del parco nazionale oppure optare per il confort di Khao Lak, sulla terra ferma.

Poco più a est di Phuket, Krabi conta alcune delle spiagge più belle e incontaminate del paese come Ray Lay, nei sogni di chiunque pratichi freeclimbing. Al largo c'è poi Koh Taleng Beng, dove il bagnasciuga esiste solo durante la bassa marea; Phi Phi Don, isola senza strade, dove la gente si sposta in barca e indù, buddisti e ''nomadi del mare'' vivono fianco a fianco in armonia; o la piccola costellazione del Parco marino cui appartiene anche Phi Phi Island. Ancora più a Sud, quasi al confine con la Malesia, la remota Koh lipe è stata definita dal National Geographic ''The Perfect Beach'', la spiaggia perfetta, dove godere di uno dei più bei tramonti d'Asia o tuffarsi tra le bellissime barriere coralline del Parco marino di Tarutao.

Sono sul versante orientale, invece, immerse nel Golfo di Thailandia, Koh Samui, Koh Tao e Phangan. Tre isole, quasi tre sorelle, ognuna con il suo profilo. La maggiore, Samui, è circondata da lunghe spiagge dorate, ideale per le famiglie, ma anche per chi cerca divertimento a Chaweng Noi. Da qui partono le barche per visitare il Parco marino di Ang Thong: 42 isolette calcaree che sprofondano in acque quasi verdi, tanto sono incontaminate. Di Phangan, l'isola dello yoga e della meditazione, vi basterà invece pronunciare solo il nome a qualunque ragazzo del paese per veder sbocciare sorrisi e ascoltare racconti di lunghe notti passate davanti al fuoco per il Full Moon Party, la festa della luna piena sulla spiaggia di Haad Rin, che in alta stagione raduna fino a 10 mila persone. E poi c'è Koh Tao, la più piccola, per chi ama vivere il mare tutto il giorno con la maschera indosso, tra squali martello e la lingua di sabbia che la unisce ai tre isolotti di Nangyuan.

Se poi la Thailandia è la tappa di un viaggio che vi porta ancora più a oriente, concedetevi una sosta a Pattaya, la spiaggia più popolare tra chi vive a Bangkok. O, quasi al confine con la Cambogia, nell'incontaminata Koh Chang, l'isola degli elefanti, ricoperta di vegetazione inesplorata e selvaggia ma che scende in acqua con dolcissime baie di sabbia bianca.(ANSA).

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