I 15 canyon spettacolari, se la natura è arte

Da Usa al Sudafrica, da Cina a Creta, da Giordania a Islanda

Redazione ANSA

di Ida Bini

 

1. Grand Canyon, Usa
E’ il padre di tutti i canyon, il più famoso e grande al mondo: il Grand Canyon è un’immensa e suggestiva gola creata dal fiume Colorado, lunga 446 chilometri, profonda fino a 1.600 metri e con una larghezza che varia da 500 metri a 27 chilometri. Il canyon, che si trova in Arizona all’interno dell’omonimo parco nazionale, il più visitato degli Stati Uniti, è frequentato da migliaia di persone che amano fare trekking e altre attività sportive e vedere dall’alto la bellissima gola erosa dall’acqua, preferibilmente in elicottero. Lo spettacolo è davvero unico e lo si può godere anche solo avvicinandosi a piedi, sul versante meridionale, e guardando in basso, verso il centro della terra dove i colori, dal nero al rosso e all’ocra, cambiano a ogni ora.

 

2. Brimstone Slot Canyon, Usa
Nello Utah il fiume Escalante ha creato e scolpito il Brimstone Slot Canyon, plasmando per secoli la pietra. Per visitare e avventurarsi in questa gola cesellata dall’acqua bisogna essere camminatori esperti e, in alcuni punti, magrissimi, perché la spaccatura della roccia, seppur profonda, è larga solo pochi centimetri. Merita comunque un piccolo sforzo perché la poca luce che riesce a filtrare tra le rocce offre uno spettacolo unico al mondo.

 

3. Horseshoe Bend, Usa
Ha una stravagante forma a U o, come dice il suo nome, a ferro di cavallo: Horseshoe Bend è un suggestivo e spettacolare canyon statunitense dell’Arizona, vicino alla città di Page, profondo 100 metri che regala stranissimi effetti ottici quando il sole è basso all’orizzonte, al tramonto e all’alba. E’ possibile ammirarlo dall’alto dopo una breve camminata su un sentiero che parte dalla route 89 e raggiunge lo strapiombo fino a una zona pianeggiante con un punto panoramico che però è sprovvisto di protezioni. Anche se non è tra i più visitati, offre panorami spettacolari, sia dall’alto con un elicottero sia dallo strapiombo da dove scattare fotografie uniche e suggestive.

 

4. Fish River Canyon, Namibia
Con i suoi 160 chilometri di lunghezza e i 27 di larghezza il Fish River Canyon, in Namibia, è la gola più lunga d’Africa e la seconda al mondo subito dopo il Gran Canyon nordamericano. E’ impegnativo visitarla: cinque giorni di escursione in macchina, preferibilmente da maggio a settembre per evitare la presenza di animali selvaggi. Eppure lo spettacolo che regala il canyon è davvero incredibile, unico. Per prenotare le escursioni è necessario rivolgersi ai Namibia Wildlife Resorts (www.nwr.com.na).

 

5. Blyde River Canyon, Sudafrica
Sempre nel continente nero Blyde River è il secondo canyon più grande, lungo 26 chilometri e profondo 800 metri. Grazie alla sua vegetazione lussureggiante, è anche uno dei più verdi con paesaggi mozzafiato: coste e catene montuose sbalorditive e l’impressionante fiume Blyde che scolpisce le rocce selvagge e remote della gola. Le potenti rapide che si scatenano dal fiume, inoltre, hanno scavato per secoli la roccia arenaria, formando giganteschi e bizzarri buchi, caratteristica peculiare del canyon africano.

 

6. Gola del Siq, Giordania
E’ stato il regista Steven Spielberg a immortalare per la prima volta nel 1981 la gola del Siq, vicina a Petra, in Giordania, quando girò il film I predatori dell’arca perduta dove il protagonista, l’archeologo Indiana Jones, percorreva a cavallo lo stretto canyon tra alte pareti di roccia color rosso e ocra. La gola del Siq è una formazione spettacolare per le sue dimensioni e per alcune caratteristiche che la rendono unica: i Nabatei, gli antichi abitanti di Petra, avevano scavato la roccia per realizzare un sistema idrico che rendeva la gola una strada sicura e protetta per mercanti e viaggiatori. Ancora oggi vi si respira un’atmosfera emozionante di leggenda e di mistero fino all’ultima curva, quando ci si imbatte nella prima monumentale tomba. Il Siq può essere percorso anche di notte alla luce delle fiaccole per un viaggio ancor più suggestivo.

 

7. Gorge du Verdon, Francia
E’ il color smeraldo delle acque del fiume Verdon, in Provenza, a caratterizzare il canyon francese Gorge du Verdon, che si estende per 25 chilometri in un paesaggio bellissimo e rigoglioso. Ogni anno le strette e profonde gole sono la meta di numerosi escursionisti che navigano le acque del fiume a bordo di piccole canoe, facendo rafting, o si arrampicano sulle pareti calcaree, alte anche 400 metri, che si estendono in 800 percorsi diversi. L’intera area delle Gorge du Verdon è composta da tre diverse zone: le Prégorges, che vanno da Castellane a Pont de Soleils; le Gorges fino a l’Imbut, e il canyon da l’Imbut al Pont de Galetas.

 

8. Tara River Canyon, Montenegro
In Europa gli appassionati di rafting hanno un’altra meta impervia e selvaggia: il canyon del fiume Tara, in Montenegro, il più profondo del Vecchio Continente. Il canyon, così come l’intero Paese, è ancora poco frequentato; eppure il fiume Tara ha creato una gola bellissima e suggestiva, larga 80 metri e profonda in alcuni punti quasi un chilometro e mezzo, una palestra inimitabile per gli sportivi e un paesaggio mozzafiato, tutto da scoprire. Le acque del fiume Tara hanno corroso le montagne a nord del Paese, nel parco nazionale di Durmitor, creando la profonda gola e numerose cascate e rapide. Tra maggio e ottobre i principali tour operator del Montenegro organizzano escursioni di due giorni per gli appassionati di rafting o per i semplici visitatori.

 

9. Gole di Samarìa, Creta
Tutelate dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, le gole di Samarìa, nel sudovest dell’isola di Creta, sono le più lunghe e le seconde più profonde d’Europa – dopo quelle del Verdon – frequentate dai numerosi turisti che ogni anno affollano i 16 chilometri del suo percorso. Si parte dal villaggio di Omalos tra terra rossa e bassa vegetazione mediterranea del parco nazionale dei Monti Bianchi e si percorre l’antico letto del fiume che arriva al mare tra le alte montagne elleniche di Avlimankou e di Volakias. Oppure vi si può accedere da Aghia Roumeli e dalla foce del torrente Samarìa. L’ampiezza del canyon varia dai 150 metri ai 3 chilometri mentre le sue pareti rocciose raggiungono i 500 metri: l’impegnativa traversata a piedi dura circa sette ore tra tratti scoscesi e ripidi dislivelli che nascondono boschi di cipressi, pini secolari e piante endemiche, qualche capra e tracce di antiche civiltà. Per visitarle è necessario acquistare un biglietto d’ingresso che costa 5 euro.

 

10. Fjaðrárgljúfur, Islanda
Il nome del canyon islandese è difficile da pronunciare così come lo è il villaggio - Kirkjubæjarklaustur - da cui si parte per raggiungerlo e ammirarlo. Sulla cartina del Paese il canyon, profondo 100 metri e lungo circa 2 chilometri lungo il fiume Fjaðrá, si trova a sudest. Una volta raggiunta la strada F206 per Lakagigja, si viaggia verso Laki ma per non perdersi in quest’angolo selvaggio d’Europa queste sono le coordinate GPS: N63°46.267 W18°10.300. Il viaggio per ammirarlo è un po’ avventuroso ma merita la fatica perché lo spettacolo è davvero sorprendente: le pareti sono a strapiombo e la gola, datata due milioni di anni, presenta continue serpentine e restringimenti. In alcuni tratti è necessario guadare per la presenza di cascatelle ma molti visitatori preferiscono camminare lungo il bordo che permette loro di ammirare il canyon dall’alto.

 

11. Kings Canyon, Australia
Il grande canyon australiano, situato all’interno del parco nazionale di Watarrka, è molto popolare ed è spesso usato come immagine di promozione turistica. D’altronde la sua maestosità e bellezza sono un richiamo per le migliaia di turisti che ogni anno vistano il canyon, affrontando un viaggio lungo e avventuroso. Il King’s Canyon, infatti, si trova lontano da tutto, precisamente a 330 chilometri da Alce Springs, che si raggiunge lungo la Mérenle Loor Road. La gola misura solo un chilometro ma regala panorami mozzafiato con altezze vertiginose: le pareti rosso fuoco, infatti, sono a strapiombo su un pianoro che offre strane conformazioni rocciose. L’ideale è visitare il canyon da fine giugno a fine settembre, quando le temperature sono un po’ più gradevoli, e camminare lungo il King’s Canyon Rim, un percorso di 6 chilometri che si compie in circa 4 ore, affrontando una prima area verdeggiante e poi zone più desertiche.

 

12. Yarlung Zangbo Grand Canyon, Tibet
E’ profondo, completamente ricoperto di vegetazione e pericoloso ma di una bellezza struggente: nel Tibet orientale il canyon Yarlung Zangbo, il più profondo del mondo, si estende lungo il corso inferiore del fiume Yarlung Zambo e occupa una superficie di 64.300 chilometri quadrati. La gola, con il caratteristico corso d’acqua ad angolo retto, offre fantastiche vedute naturali: le montagne boscose e verdissime che lo ricoprono hanno cime innevate che spuntano tra le nuvole, animali e volatili insoliti che le abitano, cascate, laghi e rapide dove fare rafting, e culture misteriose da scoprire.

 

13. Gola del Salto della Tigre, Cina
Nella provincia dello Yunnan, nella Cina sudoccidentale, il canyon del Salto della Tigre è uno dei più profondi e impervi. La gola, lunga 16 chilometri e con un’altezza di 3.900 metri, è attraversata dall’impetuoso fiume Jīnshā ed è circondata dalle cime innevate del monte Hābā a ovest e dal Yùlóng Xuěshān a est. Per poterlo attraversare - il periodo migliore è da maggio a giugno - sono necessarie 4 giornate a piedi lungo i sentieri segnalati, partendo da Lijiāng, ma in realtà ne sono sufficienti solo due per poter apprezzare la sua maestosità. E’ bene essere allenati e consultare sempre il meteo per accertarsi che le strade siano praticabili.

 

14. Cañón de la Angostura, Messico
Nella Sierra Gorda de Querétaro, nel golfo del Messico, si trova il cañón de la Angostura, bellissima e spettacolare gola disegnata dal fiume Escanela. Per ammirarlo da vicino si parte dal villaggio di minatori Mina Grande e si prosegue a piedi lungo un sentiero che procede accanto al letto del fiume, dall’acqua trasparente, fino a Puente de Dios, un ponte di roccia. Nei suoi dintorni una grande cascata garantisce uno spettacolo mozzafiato. L’escursione regala paesaggi bellissimi e alte pareti di roccia che nascondono grotte da cui lunghe scale a pioli permettono ai più temerari di arrampicarsi fino in alto. Tutt’intorno si sentono solo il rumore dell’acqua e il canto degli uccelli. Lungo la strada esistono molte aree di sosta con la possibilità di mangiare e di riposarsi.

 

15. Cañón del Colca, Perù
Profondo 3.270 metri, il canyon del Colca, nella provincia di Arequipa, si trova in una zona così remota del Perù meridionale che la prima discesa del fiume Colca è stata fatta soltanto 30 anni fa. Il cañón del Colca è conosciuto anche come “gola dei condor”, abitata dagli avvoltoi sudamericani ma anche da civiltà antichissime, preincaiche. La gola affascina per la sua bellezza e per la diversità geografica: dall’arida steppa di Sibayo alle terrazze coltivate di Yanque e Chivay e ai tanti vulcani, alti fino a 6mila metri. Sono numerosi i sentieri che conducono a visitarlo dalla città di Arequipa, punto di partenza degli autobus per Chivay e Cabanaconde, e che complessivamente misurano 100 chilometri; l’escursione più frequentata è quella che dura due giorni e che si può fare a piedi, in bicicletta, facendo rafting o arrampicata o birdwatching in attesa di vedere i magnifici e possenti condor.

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