Thailandia, 5 feste da non perdere

Da Capodanno Buddista a sfilata di candele del Khao Phansa

di Daniela Giammusso

Ci sono molti modi per visitare la Thailandia. Il più suggestivo è tuffarsi nella sua cultura millenaria, tra arte, tradizioni e religione. Ecco 5 appuntamenti che da soli valgono il viaggio.

    SONGKRAN FESTIVAL (13-14 aprile) - Dedicato all'inizio del nuovo anno astrologico è il più popolare di tutti i festival thailandesi, oltre che la più grande battaglia d'acqua al mondo, in grado ogni anno di attrarre e coinvolgere anche milioni di turisti. Immaginate frotte di adulti e bambini che si riversano in strada, a piedi o sui trucks, a ''sparare'' acqua per tre giorni su passanti e veicoli con contenitori, tubi da giardino, pistole d'acqua. Una ''benedizione'' festosa per il Capodanno, nata in realtà come tradizione religiosa buddista. Il rito prevede pulizia della casa e visite al Wat per pregare, offrire cibo ai monaci e lavare le immagini del Buddha con acqua e profumi. In molte città, come a Bangkok e Chiang Mai, si organizzano anche sfilate di carri colorati.

    KHAO PHANSA (luglio) - Tradizione vuole che quando Buddha si metteva in viaggio per diffondere i suoi insegnamenti, gli asceti si ritirassero in preghiera per tutta la stagione delle piogge. Una quaresima conosciuta come ''Vassa'', celebrata ogni anno nel primo giorno dopo la luna piena dell'ottavo mese lunare (nel 2016, il 20 luglio). Tra gli appuntamenti da non perdere, le sfilate di castelli e candele di cera all'International Wax Candle Festival di Thung Si Mueang e al Nakhon Phanom Candle Festival di Nakon Phanom. Ma anche la processione dei cento elefanti accompagnati dai monaci Surin al Monumento di Phaya Surin Phak di Sri Narong Changwang; e il Tak Bat Dok Mai e Royal Candle Festival a Saraburi, in cui i Buddisti regalano il Dok Khao Phansa - tradizionale fiore con boccioli gialli e bianchi - ai monaci che salgono al tempio.

    LOY KRATHONG (novembre) - La Thailandia si accende di luce con questa antica festa di origine induista: la parola loy significa galleggiare, mentre il krathong è una piccola zattera o cestino di foglie di banano, su cui riporre una candela, incenso e fiori. Chi lo mette in acqua spesso aggiunge anche una piccola ciocca di capelli, alcune monete ed esprime un desiderio per cacciare via la sfortuna e favorire un nuovo inizio. Nata per la dea Khongkha o, secondo altri, in omaggio all'impronta del Buddha lasciata sulla riva del fiume Narmada, il Loy Krathong si celebra in tutta la Thailandia ma è particolarmente sentito a Sukhothai (dove nacque nel XIII secolo), Ayutthya, Chiang Mai e sul Chao Phraya a Bangkok, con ponti e palazzi vestiti di luci per l'occasione.

    SFILATA DELLE BARCHE REALI - Da Khet Dusit fino il Wat Arun, per celebrare il ritorno dei monaci ai templi al termine della stagione delle piogge. E' una sfilata unica al mondo lungo il fiume a Bangkok quella delle 52 barche storiche e più di 2 mila vogatori, con in testa la Royal Barge Suphannahong (il Cigno d'oro costruito nel 1911 e barca personale del Re) e la Royal Barge Anantanakkharat, tutto ornata di gioielli di vetro e dedicata al Re dei Serpenti. Una tradizione riportata in auge da Sua Maestà Re Bhumibol Adulyadej, grande appassionato di vela, e che durante il suo regno si è svolta sedici volte. L'ultima, il 22 ottobre 2011. Si attende la prossima. Intanto le imbarcazioni si possono ammirare al Royal Barges National Museum.

    SIAM NIRAMIT - La danza dei ventagli, il teatro Likay, il Khon con le maschere, le ombre del Nang Yai o il tradizionale Lakon jatri. Ogni tour offre ai turisti un piccolo assaggio delle millenarie arti di scena thailandesi, ma se siete a Bangkok vale una serata il Siam Niramit, spettacolo che le raccoglie tutte tra più di 150 performers e 500 costumi. ''Una giornata nell'incanto del Regno della Thailandia'', entrata nel Guinness World Records.

WORLD THAI MARTIAL ARTS FESTIVAL (marzo) - Non solo boxe, ma una vera ''arte delle otto armi'', come la chiamano in Thailandia. E' il Muay Thai, disciplina che sfrutta una micidiale combinazioni di pugni, calci, gomitate e ginocchiate, e che ogni anno raccoglie ad Ayutthaya boxer da tutto il mondo, tornati a rendere omaggio ai loro insegnanti e al leggendario Nai Khanom Tom: un vero eroe popolare che, durante la guerra fra il regno del Siam e la Birmania, proprio grazie alla sua tecnica, conquistò la liberazione di molti ostaggi. Gran parte dello spettacolo si gode guardando non solo sul ring ma attorno, fra spettatori e scommettitori che gridano per incoraggiare i pugili.

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