Cuba, le 10 spiagge più belle

Alla scoperta degli angoli di paradiso nell’isola caraibica

Redazione ANSA CUBA/ITINERARI

(di Ida Bini)

Per chi vuole progettare una fuga al caldo e continuare a sognare l’estate l’isola di Cuba è un vero paradiso: 7mila chilometri di costa e 1.600 isole e atolli corallini, tutti da scoprire. Sull’isola più famosa dei Caraibi dieci sono le spiagge più belle, quelle da conoscere: dieci lidi da sogno, indimenticabili, per i loro colori, per la sabbia fine e bianca, per l’acqua limpidissima, per la vegetazione che arriva fin sulla riva del mare. Molte di queste spiagge sono sempre affollate, forse troppo turistiche, ma ugualmente belle da frequentare; altre, invece, sono poco conosciute, quindi con poche attrezzature e forse un po’ scomode, ma proprio per questo da vedere. María la Gorda è una spiaggia caraibica lunga 10 chilometri, ricca di coralli, situata nell’estremità occidentale di Cuba, sulla penisola di Guanahacabibes, dalla vegetazione fittissima.

Qui, infatti, sorge la Riserva della Biosfera, regno di cervi, iguane, lucertole, dei tocororo, i pappagallini tipici del Paese, e del minuscolo cartacuba. Gli oltre centomila ettari della Riserva sono stati trasformati dall’Unesco in un parco protetto, dove non esistono strutture turistiche e a cui si accede dopo aver ottenuto un permesso dal Centro ecologico di La Bajada. Da qui si raggiungono bellissime spiagge, come Las Tumbas, nella zona più selvaggia, e a est Cabo Corrientes dove si avvistano delfini e squali balena. La spiaggia di María la Gorda, la grassa, deve il suo nome a una giovane donna venezuelana che riuscì a tener testa ai pirati che infestavano la zona, oggi ancora bellissima e poco sfruttata. Sulla costa, infatti, esiste solo un albergo, l’hotel María La Gorda, (www.villamarialagorda.com) con camere direttamente sulla spiaggia, frequentato dai subacquei: lungo la costa, che ospita la maggior colonia di corallo nero dell’isola, ci sono infatti 50 punti d’immersioni per osservare la barriera corallina.

E’ da non perdere la grotta chiamata El Salón de María, dove si ha la sensazione di nuotare dentro un grande acquario. Con una deviazione di una cinquantina di chilometri su una strada sterrata, tra cactus e mangrovie, si arriva a Cabo de San Antonio, che ha il sapore dei luoghi remoti. E’ un dito di terra deserta verso il Messico ma con spiagge deserte incantevoli. Viaggiando verso est, superata L’Avana e le sue spiagge - Playas de l’Este con decine di chioschi per i frutti di mare e il pesce alla griglia sempre affollati dai giovani avaneri – si arriva alla spiaggia più famosa e affollata di Cuba: Varadero, nella penisola di Hicacos, a 140 chilometri da L’Avana. E’ una spiaggia molto ben attrezzata e un po’ caotica, ma vale sicuramente la pena vederla per la sua sabbia finissima e l’acqua limpida e turchese. Lungo i suoi 21 chilometri si possono fare passeggiate tranquille, tanti sport e piacevoli bagni, anche se, non essendoci la barriera corallina, non è frequentata per le immersioni. In alcuni tratti nasconde grotte come la Cueva de Ambrosio, con importanti esempi di arte rupestre cubana.

A Varadero sorgono le migliori strutture alberghiere e i servizi con ristoranti d’ottimo livello, i più divertenti locali notturni, i bar e le discoteche, che la rendono una meta ambita sia da giovani sia dalle famiglie. Celebre dalla fine dell’800, quando era il lido della borghesia della città di Cárdenas, negli anni Trenta Varadero divenne la Cancún cubana e, ancora oggi, la spiaggia più celebre del Paese. Viaggiando verso sud, sulla costa orientale di Cuba, si intravedono la grande isola di Cayo Fragoso e, poco più a est, l’arcipelago Sabana-Camagüey. Qui si trova Cayo las Brujas, bellissima spiaggia di sabbia bianca che si allunga per 4 chilometri sul mare limpido e turchese di Cayo Santa Maria, isola corallina dell’arcipelago. Le altre spiagge da non perdere sono Los Ensanchos, splendida baia di sabbia bianca, e La Estrella. Sull’arcipelago de Camagüey, poco più a sud, nella provincia di Ciego de Ávila, sorge l’isolotto corallino di Cayo Coco. E’ l’isola principale dei Jardines del Rey - 400 isole piatte e selvagge -, lunga 37 chilometri, collegata a Cuba da una lunga strada a pedaggio.

Meta ambita da chi ama il contatto con la natura e le immersioni, offre per 21 chilometri meravigliose spiagge, una più bella dell’altra: Colorada, La Jaula e Los Flamencos sono le più frequentate. Qui i fondali sono uno spettacolo e i sentieri che attraversano una folta vegetazione alle spalle della costa permettono di fare piacevoli camminate. A poca distanza da Cayo Coco sorge la riserva naturale di Paredon Grande, isola quasi disabitata, ancora poco sfruttata dal turismo. L’isola è percorsa da strade bianche che conducono alla spiaggia più bella, playa Larga del Norte, un litorale bianchissimo e sabbioso, lungo 7 chilometri. L’isola corallina più piccola di Cayo Coco, anch’essa appartenente ai Jardines del Rey e raggiungibile con una strada rialzata di 17 chilometri, è Cayo Guillermo, isolotto frequentato dallo scrittore Ernest Hemingway, quando soggiornava a Cuba. Il suo litorale, 22 chilometri di sabbia bianca e borotalcata, è uno spettacolo, visto che è circondata da una fittissima vegetazione ed è abitata da fenicotteri rosa, da aironi e pellicani. Sull’isolotto, però, da alcuni anni sono stati costruiti grandi alberghi di lusso e strutture che ospitano un turismo d’élite, attirato soprattutto dalla pesca d’altura.

Il Marlin Marina Cayo Coco-Guillermo è il club più frequentato della zona e la spiaggia più ambita è playa Pilar, sull’estremità occidentale di Cayo Guillermo. A sudest dei Jardines del Rey sorgono 700 isolette sparpagliate che si chiamano Jardines de la Reina e che offrono a chi ama le immersioni 200 chilometri di reef dove squali seta, murene e barracuda nuotano tra spugne multicolori, gorgonie e coralli neri. Sulla costa atlantica della provincia di Holguín, a sud est di Cuba, c’è la spiaggia di Guardalavaca, turistica ma bella da togliere il fiato. Amata dai subacquei per la barriera corallina e dai velisti per il vento che li porta a deliziose spiaggette e baie limitrofe, è frequentata soprattutto per la sua spiaggia bianchissima, a forma di conchiglia, lunga tre chilometri e circondata da pini e da alberi che arrivano fino al bagnasciuga.

Tra i pini alcuni ragazzi lavorano le radici degli alberi, creando sculture molto belle che vendono al baretto dove non manca mai un complessino che suona musica cubana. Per gli amanti delle immersione c’è il Eagle Ray Diving Coral Reef che propone più di venti punti di immersione tra cui Casa Coral e la grotta delle Spugne, Pesquero e La Cadena, a 40 metri di profondità. Tutt’intorno sono nati complessi alberghieri e villaggi turistici, che hanno cementificato la zona ma non le spiagge, che meritano il viaggio. Nei dintorni è possibile scoprire altre spiagge, come playa Don Lino, una striscia morbida di sabbia bianca, attorniata da piante di uva caleta e da rocce coralline, e playa Estero Ciego o Esmeralda, una stretta striscia di sabbia bianca fra l’azzurro dell’oceano e il verde degli alberi di uva caleta.

La gente la chiamava Estero Ciego, laguna cieca, per una piccola laguna circondata dalle mangrovie, che si sviluppa a pochi metri dal mare, alle spalle della spiaggia. Oggi questo lido è sfruttato turisticamente con albergoni a cinque stelle e palme di cocco trasportate e piantate sulla spiaggia per renderla più caraibica e bella da fotografare. A 6 chilometri sorge la bahía de Naranjo, convertita in parco naturale e con un acquario dove i turisti possono assistere a un famoso spettacolo di leoni marini e di delfini e nuotare con loro in una piscina naturale. Secondo molti storici fu in questi luoghi, esattamente nella piccola bahía de Bariay, vicino a Guardalavaca, che il 27 ottobre 1492 sbarcò Cristoforo Colombo; vi trovò un villaggio di indigeni, dediti alla pesca, e riportò nel diario di bordo questa decrizione: “è l’isola più bella che occhi umani abbiano mai visto”. Scendendo verso sud si arriva a playa Maguana, poco turistica, caratterizzata da sabbia scura e circondata dalle montagne. Sorge a circa 20 chilometri dalla città di Baracoa, nella provincia di Guantánamo, ed è un ottimo punto per immergersi. Sulla spiaggia esiste solo un delizioso albergo, Villa Maguana (www.villamaguana.com) mentre nei dintorni ci sono altre strutture, ma per la presenza di fastidiosi mosquitos, è consigliabile alloggiare in città.

Tutt’intorno sorgono magnifiche spiagge, come playa de Saratoga, circondata dalle palme, playa Blanca, un lido tranquillo e con sabbia chiara, e playa Duaba, dichiarata monumento nazionale. Viaggiando ancor più a sud e superata la città di Santiago de Cuba, si arriva alla spiaggia di Las Coloradas, poco distante da Niquero, a ridosso di un bosco di mangrovie. E’ una zona impervia e fa parte della storia dell’Isola: qui, infatti, il 2 dicembre 1956 sbarcò Granma, lo storico battello bianco e azzurro su cui viaggiavano dal Messico alcuni combattenti rivoluzionari, tra cui Fidel Castro e Che Guevara, dando inizio alla stagione della guerriglia. Oltre alla deliziosa spiaggia di sabbia chiara è piacevole visitare anche il museo Las Coloradas che fa parte del Parque Nacional Desembarco del Granma (http://whc.unesco.org), 27 mila ettari di foreste, scogliere e banchi corallini, dal 1999 patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Al suo interno vi sono raccolte piante in via d’estinzione, cactus di oltre 400 anni e una fauna ricchissima. Risalendo lungo il versante caraibico occidentale si arriva all’arcipelago Los Canarreos – 350 isole e baie - dove, tra il golfo di Batabanó e il mar dei Caraibi, 114 chilometri a est dell’Isla de la Juventud, sorge la piccola e stretta isola corallina di Cayo Largo.

E’ lunga 26 chilometri con sabbia bianchissima e un mare che ha tutte le sfumature del turchese, ed è attraversata da una strada che permette di raggiunge facilmente le spiagge più belle e, in particolare, playa Sirena, la più frequentata e la più spettacolare tra tutte con la sabbia che tende al rosa, playa Blanca, 7 chilometri di sabbia farinosa che ha il primato di spiaggia più lunga dell’isola, e playa Tortuga, dove a giugno le tartarughe marine depongono le uova. Cayo Largo fu la prima destinazione a Cuba aperta al turismo vacanziero internazionale e, ancora adesso, grazie all’aeroporto di voli charter e di continui collegamenti con l’isola grande, è molto frequentata soprattutto da un turismo d’élite, grazie alla presenza di magnifici alberghi, di spiagge super attrezzate e della Marina Puertosol (www.cayolargodelsur.org), dove approdano numerosi yacht e barche a vela. Qui si possono noleggiare barche a vela e catamarani, le imbarcazioni più adatte per muoversi tra gli isolotti, e raggiungere playa Los Cocos, dove al largo si trova il relitto di un naufragio. L’isola, infatti, è molto frequentata dai subacquei e da chi ama il mare, grazie alla presenza di 20 chilometri di barriera corallina e di ripide pareti verticali dove si può nuotare tra tonni, dentici e innocui squali nutrice. Nel parco marino ci si può rivolgere al Fishing Center di Casa Batida (www.fishingtime.it), punto di partenza per itinerari di pesca a traina con sole 4 barche che il lodge mette a disposizione dei suoi clienti. Poche miglia a ovest di playa Sirena un piccolo faro sulla barriera annuncia Cayo Ballenatos, paradiso dei sub ma anche solo di chi fa snorkeling, con maschera e pinne. Qui splendide formazioni di coralli fanno somigliare il fondale a una foresta pietrificata.

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