Educazione alimentare entri nelle scuole

Appello associazioni,in Italia 30% bambini obesi o in sovrappeso

Redazione ANSA
Per favorire "lo sviluppo di competenze necessarie per scelte alimentari sane, adeguate e consapevoli" occorre partire dalle scuole e dare vita a un "Piano nazionale di educazione alimentare scolastico". Ne è convinta l'Alleanza contro la fame e la malnutrizione (Aahm Italia), composta da diverse associazioni tra cui Consiglio nazionale donne italiane (Cndi), Coldiretti e Fondazione Banco Alimentare, che al Senato ha presentato il progetto "EducAli", volto ad attuare il Piano.

"Non chiediamo una materia di studio in più - ha spiegato Paola Farina della Federazione nazionale degli insegnanti, che aderisce ad Aahm - ma un piano nazionale, uguale per tutte le scuole, per mettere a sistema l'educazione alimentare in armonia con l'autonomia scolastica, per dare agli insegnanti una formazione adeguata, per offrire agli alunni di tutte le scuole e alle loro famiglie le stesse opportunità". In particolare, ha aggiunto Daniela Monaco del Cndi, "chiediamo un tavolo tecnico che elabori il piano e a cui possano partecipare i ministeri dell'Istruzione, della Salute, delle Politiche agricole, dell'Economia e del Lavoro e Politiche sociali".

Nel mondo, ha ricordato l'Aahm, ci sono 805 milioni di persone che soffrono la fame cronica, mentre 1,5 miliardi sono in sovrappeso. Ogni anno 36 milioni di persone muoiono per mancanza di cibo, e 29 milioni perdono la vita a seguito di malattie legate all'eccesso di cibo. In Italia, ha sottolineato Coldiretti, quasi 430 mila bambini con meno di 5 anni di età chiedono aiuto per mangiare, ma il 30% è obeso o in sovrappeso.

A pesare sono le cattive abitudini, con l'8% dei bimbi che salta la prima colazione, il 31% che la fa non adeguata e il 41% che assume abitualmente bevande zuccherate e gassate.

Per Farina bisogna partire dalle scuole, perché "lì si incontrano i giovani, la parte economicamente e socialmente più utile da formare, e le famiglie, che sono i soggetti destinatari delle politiche di un'alimentazione corretta che comprenda anche la lotta agli sprechi". Secondo la senatrice Rosa Maria Di Giorgi (Pd) della Commissione Istruzione, l'occasione per cominciare a rendere concreta la proposta dell'Alleanza "può essere proprio il ddl sulla Buona scuola".

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