È il 3D la nuova frontiera della speleologia

Il progetto Phreatic al raduno internazionale di speleologia

Redazione ANSA

Oltre 50 speleosub volontari da tutto il mondo, 5 anni di immersioni, analisi e documentazione in 3D, per uno dei più imponenti progetti di “Citizen Science” mai realizzati: si chiama Phreatic, e dal 2014 conduce studi e ricerche nelle grotte sommerse del Golfo di Orosei (Sardegna), in collaborazione con ricercatori Ispra e con il patrocinio della Società Speleologica Italiana. I risultati presentati al raduno internazionale di speleologia di Lettomanoppello.

Nuove tecnologie digitali e modellazione 3D sono stati protagonisti del raduno internazionale di speleologia “Strisciando 2.0 - 2019”, patrocinato dalla Società Speleologica Italiana (Ssi). Un focus particolare è stato dedicato alle nuove frontiere della Citizen science, la scienza partecipata che vede la cooperazione tra cittadini ed enti di ricerca del settore. Di particolare rilievo il progetto speleosubacqueo Phreatic, associazione no-profit che, proprio grazie all’uso di tecnologie avanzate e al contributo di speleosub volontari da tutto il mondo, dal 2014 realizza molteplici studi e ricerche nelle grotte sommerse del Golfo di Orosei in Sardegna, in collaborazione con alcuni ricercatori dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e la Global Underwater Explorers, con il patrocinio della Ssi.

 

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