Australia: drone sottomarino per proteggere barriera coralli

Potrà anche combattere specie invasive responsabili sbiancamento

Redazione ANSA SYDNEY
(ANSA) - SYDNEY, 4 SET - Un drone sottomarino capace di monitorare lo stato di salute della Grande Barriera Corallina australiana e di uccidere le specie invasive, è stato sviluppato da ricercatori della Queensland University of Technology ed è pronto a essere collaudato. Detto RangerBot, è attrezzato con un sistema di visione operato da terra via computer e può monitorare lo sbiancamento dei coralli, la qualità dell'acqua, l'inquinamento e l'accumulo di sedimenti.

La più importante caratteristica è la capacità di individuare la minaccia della stella corona di spine, una stella marina provvista di spine velenifere e responsabile di invasioni molto distruttive ai danni dei banchi corallini. La specie invasiva in focolai di massa 'mangia' i coralli, ed è considerata una delle tre maggiori minacce alla Barriera, che è parte del patrimonio mondiale Unesco, insieme con lo sbiancamento dei coralli legato al riscaldamento dei mari e con i danni da cicloni.

RangerBot, frutto della collaborazione fra l'università stessa, Google e la Great Barrier Reef Foundation, è programmato per individuare l'invasione con una precisione del 99% e può iniettare aceto o sali biliari (i sali sintetizzati nel fegato e inclusi nella bile) entrambi letali per le predatrici invasive.

Non solo opera in autonomia, ma anche può restare sott'acqua più a lungo di un sub umano e opera in tutte le condizioni meteo. E' equipaggiato con guida in tempo reale e può quindi evitare ostacoli muovendosi in qualsiasi direzione.

"E' un ritrovato tecnologico notevole, è anche realizzato a basso costo per permettere una produzione di scala, una volta completato il prossimo livello di sperimentazione operativa e ottenute tutte le necessarie approvazioni. Vi è molto interesse nell'impiegarlo in barriere coralline attorno al mondo", ha detto alla radio nazionale Abc il responsabile del progetto Matthew Dunbabin, docente in sistemi autonomi della facoltà di scienze e ingegneria. Con i suoi collaboratori conta di dispiegare i droni lungo tutti i 2300 km di lunghezza della Barriera.

Secondo la direttrice della Great Barrier Reef Foundation, Anna Marsden, il robot potrà essere un "nuovo paio di occhi e di mani" per il personale di prima linea che gestisce la Barriera.

"Date le sue dimensioni e la sua complessità, una gestione efficace è un compito enorme e costoso", aggiunge. (ANSA).

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