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Ue non ferma legno fuorilegge, arriva pagella salva-foreste

Italia fra destinazioni, pressing a Bruxelles per attuare norme

Redazione ANSA

di Chiara Spegni

Il legname fuorilegge, non solo proveniente da foreste vergini dell'Amazzonia, continua a circolare nell'Unione europea. Anche in Italia, secondo un rapporto di Greenpeace, sono stati recentemente importati carichi illegali dal Brasile. Per questo a Bruxelles è attesa a breve, fra gennaio e febbraio, una 'pagella' che farà il punto sull'attuazione della normativa europea 'salva-foreste'. "Con il regolamento sul legname abbiamo fatto un grande passo chiedendo alla nostra industria di assicurare che il suo legno abbia solo origini legali, ma vogliamo fare di più" afferma il commissario europeo all'Ambiente, Karmenu Vella. "La prima revisione della nostra legislazione è in corso e stiamo verificando cosa funziona e cosa non funziona: sono fiducioso che questo ci aiuterà a diventare più efficaci nel combattere questo problema globale" promette Vella. Per Bruxelles si tratta di un tagliando necessario, visto che a 'fare acqua' secondo la stessa Corte dei Conti Ue è proprio il mercato interno, con almeno quattro falle: Spagna, Grecia, Ungheria e Romania, che non hanno ancora attuato in pieno il regolamento di verifica dell'origine legale dei prodotti e per questo sono sottoposte ad una procedura d'infrazione. Una volta entrati nel mercato unico europeo, i prodotti fuorilegge sono liberi di circolare.

Bruxelles ha previsto anche un piano d'azione per aiutare gli Stati produttori, ma nonostante la spesa di 300 milioni di euro in 35 Paesi fra 2003 e 2013, secondo la Corte dei Conti Ue ha dato scarsi risultati. Nel frattempo, stima Global Forest Watch, solo nel 2014 è sparita un'area forestale grande quanto il Portogallo. A livello globale il giro d'affari del legname illegale ammonta fra i 30 e i 100 miliardi di dollari l'anno e la deforestazione fuorilegge, secondo recenti studi, da sola provoca un quinto delle emissioni di gas serra del Pianeta. L'Unione europea non è certo l'unica responsabile, ma sicuramente è uno dei principali consumatori di materia prima e prodotti a base di legno, per un valore di circa 54 miliardi di euro nel 2013, secondo il Wwf. Di qui l'importanza di attuare in pieno le regole e di farlo in tutti e 28 i Paesi Ue, oltre che di effettuare controlli.

"Se l'Ue vuole essere una forza globale credibile nella protezione delle foreste, deve assicurare che le aziende europee rispettino le norme e tengano fuori dal mercato il legno illegale" afferma Sebastien Risso di Greenpeace. Secondo il Wwf, la normativa attuale copre meno della metà del prodotti importati nell'Ue, in termini di valore. "Speriamo che il nuovo rapporto della Commissione Ue evidenzi chiaramente ritardi e problemi in alcuni Paesi che ancora minano l'efficacia nel bloccare il taglio illegale delle foreste, all'interno e al di fuori dell'Europa" spiega Julien Tavernier del Wwf, che in uno studio ha rilevato come la legge attuale non copra cellulosa, cartoline d'auguri, sedie, attrezzature sportive, bastoni da passeggio e anche strumenti musicali, spesso fabbricati con legnami pregiati. A chiedere che le regole europee d'ora in poi vengano attuate e ampliate a tutti i prodotti anche diversi big della distribuzione, come Ikea, Carrefour o Castorama, oltre ad associazioni come FederlegnoArredo e Fedecomlegno.

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