Nuovo target Ue per ridurre la CO2

Ok a provvedimenti su agricoltura, trasporti ed energia

Redazione ANSA BRUXELLES

Un nuovo target Ue per ridurre le emissioni di CO2 provenienti da agricoltura e trasporti del 30% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005 e nuove misure per aumentare il contributo all'azione per il clima delle attività forestali e della silvicoltura. Sono i contenuti di due regolamenti approvati dal Parlamento europeo, parti essenziali delle iniziative Ue per aggiornare la legislazione europea all'accordo di Parigi sul clima.

I due provvedimenti, insieme alla riforma del sistema di scambio delle quote di emissione (Ets), contribuiranno all'impegno Ue di ridurre le emissioni di almeno il 40% al 2030, rispetto ai livelli del 1990. Il primo regolamento, sugli obiettivi per agricoltura, trasporti, edilizia e rifiuti, è stato approvato con 343 voti favorevoli, 172 contrari e 170 astensioni.

Per l'Italia lo sforzo di riduzione delle emissioni al 2030 sarà del 33% con riferimento ai livelli del 2005. Il regolamento per il taglio delle emissioni attraverso misure sull'uso dei suoli e delle foreste è stato adottato con 574 voti favorevoli, 79 contrari e 32 astensioni. 

Sempre per tagliare le emissioni di CO2, una nuova direttiva sul rendimento energetico dell'edilizia è stata approvata oggi con 546 voti a favore, 35 contrari e 96 astensioni dalla plenaria dell'Europarlamento riunita a Strasburgo. Fra le novità principali, tagliare drasticamente le emissioni di CO2 degli edifici entro il 2050 e dotare di punti di ricarica per vetture elettriche i palazzi nuovi e in ristrutturazione con più di dieci parcheggi auto. Il provvedimento impone ai paesi di preparare strategie nazionali per l'efficienza energetica, con l'obiettivo al 2050 di ridurre le emissioni degli edifici nell'Ue dell'80-85% rispetto ai livelli del 1990, con tappe intermedie nel 2030 e nel 2040. Tra le altre novità, un 'indicatore smart' per misurare la capacità degli edifici di migliorare la propria performance energetica, adattando i consumi alle esigenze reali degli abitanti. La Commissione europea dovrà sviluppare questo strumento entro la fine del 2019.

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