Un decalogo contro lo smog, 'serve una strategia nazionale'

Ricerca della Fondazione sviluppo sostenibile sulla situazione italiana

Redazione ANSA

ROMA - Un decalogo per combattere l'inquinamento atmosferico nelle citta' italiane. E' quello che e' stato presentato oggi al Senato a Roma dalla Fondazione sviluppo sostenibile. Il think tank ambientale, presieduto dall'ex ministro Edo Ronchi, ha illustrato una ricerca realizzata in due anni di lavoro con Enea e Ferrovie. Lo studio esamina la situazione italiana della qualita' dell'aria e propone dieci misure per ridurre lo smog. Il decalogo parte dalla necessita' di una strategia nazionale della qualita' dell'aria.

Oggi le politiche antismog sono affidate soprattutto ai comuni, che pero' possono intervenire solo sul 40% delle fonti di inquinamento. Serve quindi una governance ambientale nazionale che aiuti gli enti locali. Per la Fondazione le politiche sulla qualita' dell'aria devono puntare alla riduzione di tutti gli inquinanti, non solo della CO2 come e' stato finora: ad esempio con gli incentivi al diesel, che produce meno anidride carbonica, ma piu' inquinanti diversi. Queste politiche devono puntare poi alla prevenzione, perche' quando scoppia l'emergenza, intervenire e' quasi impossibile.

Gli altri punti del decalogo propongono la riduzione del numero delle auto private, gli investimenti sul trasporto pubblico urbano, l'aumento dei mezzi elettrici e ibridi, il rinnovo degli impianti di riscaldamento, una migliore gestione delle biomasse (molto inquinanti per particolato e benzopirene). Il 9/o punto del decalogo riguarda le emissioni di ammoniaca dall'agricoltura, che producono il 35% delle Pm10 a Milano: servono tecniche per ridurre l'azoto nei terreni, mangimi speciali che taglino la produzione del metano dagli allevamenti.

L'ultimo punto riguarda l'industria: occorrono limiti piu' severi per le emissioni di zolfo e composti organici volatili. In Italia l'inquinamento atmosferico si e' ridotto sensibilmente negli ultimi quarant'anni, spiega la ricerca, ma il nostro paese rimane quello con l'aria piu' sporca fra i grandi paesi europei. In Italia si verificano 90.000 morti premature all'anno per inquinamento (500.000 in tutta Europa). Sono 1.500 morti per milione di abitanti, contro i 1.100 in Germania, 800 in Francia e Regno Unito, 600 in Spagna. Le cause di queste morti per lo studio sono in primis il traffico stradale, ma anche l'agricoltura e il riscaldamento a biomasse legnose. 

Ronchi, servono nuove politiche contro inquinamento aria
"Green economy nelle citta' e' la soluzione migliore"
ROMA - "Ancora oggi l'inquinamento atmosferico rappresenta una delle principali minacce ambientali e sanitarie della nostra epoca. Per vincere la sfida della qualità dell'aria dobbiamo innovare le nostre politiche, tenendo conto delle caratteristiche dell'inquinamento attuale, degli impatti potenziali del cambiamento climatico in corso, del ruolo crescente di settori non convenzionali che si aggiungono ai trasporti e all'industria, come le emissioni derivanti dal comparto agricolo e dal riscaldamento residenziale, in particolare delle biomasse". Lo ha detto Edo Ronchi, ex ministro dell'Ambiente e presidente della Fondazione sviluppo sostenibile, presentando il rapporto "La sfida della qualita' dell'aria nelle citta' italiane".

"L'Italia, se non cambierà rotta, non centrerà i nuovi target europei al 2030 - ha aggiunto in una nota Ronchi - e lo sviluppo della green economy in ambito urbano, ma non solo, è la soluzione più efficace per risolvere questa situazione". 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA