Assogasliquidi: legna e pellet inquinano, ridurre incentivi

"Emettono polveri sottili e benzopirene, dannosi per la salute"

Redazione ANSA ROMA

"La quasi totalità delle emissioni di particolato in atmosfera, nel settore domestico, è prodotto dalla combustione di biomasse. Sarebbe auspicabile ridurne l'utilizzo, anzitutto attraverso una revisione degli incentivi previsti". Lo sostiene Francesco Franchi, il presidente di Assogasliquidi, l'associazione di Federchimica-Confindustria delle imprese del gas. Il presidente cita il rapporto della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, presieduta da Edo Ronchi, presentato venerdì in Senato a Roma.

L'impiego di biomasse, spiega Franchi "addirittura incentivato attraverso strumenti come Conto termico e detrazioni fiscali, è cresciuto del 115% negli ultimi 15 anni; con danni sia economici, vista la procedura di infrazione a causa dei ripetuti sforamenti dei limiti europei alle emissioni, sia sanitari, dal momento che il particolato, insieme alle alte concentrazione di Benzoapirene, produce ricoveri e problemi respiratori".

Per Franchi "le stufe a legna e a pellet sono state incentivate dicendo che sono ecologiche. La CO2 che emettono, si dice, è stata assorbita dall'albero durante la sua vita, quindi in teoria le stufe dovrebbero essere una fonte rinnovabile. La stufa però non produce solo anidride carbonica, ma anche altri inquinanti pericolosi, come benzopirene e particolato. Poi, l'anidride carbonica assorbita da un albero in 80 anni di vita, viene rilasciata bruciando la legna in poche ore, e la concentrazione nell'atmosfera aumenta. Infine, ogni anno l'Italia importa 3,5 milioni di tonnellate di legno e pellet, principalmente da Canada ed Europa dell'est. Il che vuol dire che loro si sono presi l'ossigeno prodotto dall'albero, noi ci prendiamo la CO2".

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