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Responsabilità Editoriale Gruppo Italia Energia

Phase-out carbone, partono dal Nord i tavoli territoriali

Oggi riunione al Mise su La Spezia, Fusina, Monfalcone e Brescia. Le proposte dei sindacati per l’impianto ligure: peaker più 8 MW FV e idrogeno (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia -

Partono dall’area Nord i tavoli territoriali al Mise sul phase-out del carbone anticipati dal sottosegretario Davide Crippa.

Venerdì si è infatti tenuto il primo incontro dedicato alla macroarea settentrionale, dove sono presenti le centrali Enel di La Spezia e Fusina e quelle A2A di Monfalcone e Brescia. Riunione alla quale hanno preso parte non solo le società ma anche i sindacati. Che peraltro hanno organizzato per il prossimo 26 giugno un convegno a La Spezia (con la partecipazione degli amministratori comunali e regionali, delle forze sociali e di Governo) al fine di illustrare una proposta per l’impianto ligure.

In particolare, i sindacati appoggiano il progetto peaker (Enel punta su 500 MW a ciclo aperto, più eventuali 300 MW Ccgt) abbinato a un impianto solare fotovoltaico a terra di circa 8 MW in grado di utilizzare la corrente elettrica in eccesso destinandola alla produzione di idrogeno dall’acqua mediante elettrolisi, allo scopo di fornire almeno il 10% del combustibile per coalimentare il turbogas, oppure per immetterlo nella rete di distribuzione del gas.

I sindacati chiedono inoltre di dare vita a una “Cittadella dell'Energia”, un “luogo aperto, flessibile, in grado di rispondere ai diversi input del territorio, divenendo driver di un nuovo sviluppo economico socialmente ed ambientalmente sostenibile”.

Come noto, anche per Fusina Enel prevede di sostituire i 1.000 MW a carbone con 500 MW a ciclo aperto ed eventuali 300 MW Ccgt. E il progetto di A2A per Monfalcone, seppure ancora non definito, potrebbe seguire la stessa linea, visto che l’a.d. Valerio Camerano ha apertamente detto di voler puntare sui peaker. Anche se l’intento dell’utility è di “individuare opzioni condivise con il territorio”, oltre che “economicamente sostenibili e orientate al mantenimento dei livelli occupazionali”. Per Brescia è invece già stato avviato un piano da 70 mln € per la decarbonizzazione del sito entro il 2022.

I tavoli per macroaree si concentreranno ora sul Sud, sul Centro e sulla Sardegna. Incontri, soprattutto quest’ultimo, che si preannuncuano molto più problematici.