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La lotta al climate change deve puntare su una visione olistica

I temi della prima giornata del 5° International Symposium di Alcantara (articolo di Canale Energia)

Canale Energia - Per affrontare in maniera adeguata le sfide poste dal cambiamento climatico è necessario adottare un approccio olistico. Solo “un modello interattivo”, capace di coinvolgere in maniera trasversale cittadini, policy maker e rappresentanti del mondo scientifico, può infatti essere l’elemento “catalizzatore” per generare engagement e portare alla messa in atto di “azioni concrete” contro il riscaldamento globale. E’ quanto ha sottolineato l’amministratore delegato di Alcantara Andrea Boragno che ieri ha aperto la prima giornata del 5° International Sympsium –  Climate How: How to Engage Society and Deploy Decarbonization” (7-8 febbraio isola di San Servolo Venezia).

Adottare un linguaggio comune

Il tema dell’importanza di una visione sinergica come elemento chiave per ottenere risultati concreti nella lotta al cambiamento climatico è stato il fil rouge di tutti gli interventi che si sono alternati sul palco della manifestazione. I vari relatori hanno sottolineato come sia fondamentale trovare un sostrato comune di dialogo per raggiungere risultati concreti lasciando da parte azioni settoriali, parcellizzate e prive di un una visione di lungo termine. Se Daniel Klingenfeld del Postdam Institute For Climate Impact Research (PIK) ha spiegato come la questione del cambiamento climatico non “sia limitata al raggiungimento di un unico target, ma debba essere inserita nella prospettiva più ampia di uno sviluppo sostenibile”Cara Smyth, fondatrice del Fair Fashion Center ha invece menzionato il concetto di “in between space”. In particolare questa nozione è riferita alla possibilità di individuare uno spazio intermedio, un terreno comune di dialogo tra scienza, innovazione, politica, economia e società civile in cui poter adottare un ”linguaggio comune”, capace di mettere in comunicazione le diverse dimensioni. Si tratta di un sostrato fatto di collaborazioni virtuose e trasversali che puntano a ottenere obiettivi concreti per il benessere del pianeta.

Dall’Oil & Gas all’Automotive

Da questo imperativo green non fa eccezione il settore oil & gas che deve prendere atto dell’andamento entropico del processo di transizione energica cercando di fare propri gli obiettivi di decarbonizzazione. Tuttavia per portare a termine questa missione un elemento chiave, ha spiegato Jerome Schmitt, Executive Committee dell’Oil & Gas Climate initiative (OGCI), è “la capacità di avere una vision traducibile in concrete opportunità di business”. In quest’ottica risulta centrale una correlazione tra “la decarbonizzazione e la creazione di valore economico”. Questa doppio binario su cui viaggiano parallelamente un approccio olistico e il binomio ambiente-economia è stato declinato nel corso del dibattito anche in ambito automotive. Hermann Pnegg, head of project managment e-fuels di Audi, ha infatti sottolineato come sia fondamentale valutare le diverse forme di mobilità considerando il Life Cycle Assessment (LCA), ovvero includendo nella quantificazione delle emissioni l’intero di ciclo di vita di una vettura dalla fabbricazione allo smaltimento.

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