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Corridoio Sud, quinto incontro ministeriale il 20 febbraio

Nella bozza di dichiarazione conclusiva invito ad accelerare gli iter e a nuove fonti di approvvigionamento gas (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - Si svolgerà il prossimo 20 febbraio a Baku il quinto Southern Gas Corridor Advisory Council, l’incontro annuale dei rappresentanti dei Governi, delle aziende e delle istituzioni finanziarie coinvolti nel Corridoio Sud del gas. Lo ha reso noto il ministero dell’Energia azero, senza per il momento fornire dettagli sull’agenda dell’incontro.

Secondo indiscrezioni, la Commissione europea sarà rappresentata dal commissario al Bilancio e alle Risorse umane, Günther Oettinger, in sostituzione del vice-presidente responsabile per l’Unione energetica, Maros Sefcovic, che ha lasciato l’esecutivo comunitario il 1° febbraio per correre come candidato alla presidenza della Slovacchia.

Oltre a Oettinger, all’incontro parteciperanno i delegati governativi di Italia, Grecia, Albania, Azerbaijan, Bulgaria, Georgia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. E’ anche prevista la presenza di nuovi Paesi come San Marino, Croazia, Montenegro, Romania, Bosnia Herzegovina, Serbia, Ungheria e Turkmenistan.

In una bozza della dichiarazione conclusiva dell’Advisory Council (disponibile in allegato) si esprime “apprezzamento per gli sforzi delle autorità e dei soggetti competenti dedicati al completamento delle rimanenti procedure autorizzative”, e in particolare “per il ruolo fondamentale della Grecia, dell’Albania e dell’Italia nei progressi per l’attuazione del Tap”.

Dopo aver ricordato che il primo gas del Corridoio Sud è stato salutato lo scorso 29 maggio con una cerimonia nel terminale azero di Sangachal e che le prime consegne in Turchia sono state celebrate nella città turca di Eskisehir il 12 giugno, la dichiarazione ribadisce che l’arrivo del gas in Italia è atteso nel 2020. In questo senso, si “riconosce la necessità di arrivare all’effettiva operatività del Corridoio Sud attraverso il completamento nei tempi previsti del Tap” e si “riafferma l’importanza di proseguire il sostegno politico all’attuazione del Corridoio Sud, incluse le nuove infrastrutture che assicureranno l’interconnessione transfrontaliera” (il testo cita i gasdotti dalla Grecia alla Bulgaria e da questa alla Romania e alla Serbia, nonché lo Ionian Adriatic Pipeline dall’Albania verso Montenegro, Bosnia Herzegovina e Croazia).

La bozza di dichiarazione - approvata il mese scorso dal gruppo di lavoro energia del Consiglio Ue e ora inviata ai rappresentanti permanenti dei 28 per il via libera definitivo – auspica una diversificazione anche dal punto di vista dei fornitori. “Accogliamo con favore l’interesse di potenziali nuovi fornitori di gas ad utilizzare il Corridoio Sud per diversificare ulteriormente gli approvvigionamenti di gas all’Europa e ad altri Paesi e incoraggiano discussioni in questo senso”, si legge nel documento.

Al tempo stesso, però, si “riconosce che possono assicurare forniture addizionali all’Europa le significative risorse non sfruttate dell’Azerbaijan” (identificate nei campi Absheron, Umid, Babek, Karabakh, Dan Ulduzu, Ashrafi e Shah Deniz III).

La bozza di dichiarazione sottolinea infine “l’importanza del gas come fonte di transizione quale una delle soluzioni di back-up delle rinnovabili”.

La prima riunione del Southern Gas Corridor Advisory Council si è svolta il 12 febbraio 2015, la seconda il 29 febbraio 2016, la terza il 23 febbraio 2017 e la quarta il 15 febbraio 2018. Per l’Italia era presente l’anno scorso l’allora sottosegretario Mise Ivan Scalfarotto.

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