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Freddo, la Francia chiede aiuto al carbone

Il Tso elettrico Rte invita a interrompere lo sciopero a Cordemais (1,2 GW) a causa dell’indisponibilità di Flamanville

Quotidiano Energia - L’appello diramato da Rte è un insperato aiuto ai lavoratori delle centrali a carbone francesi, in sciopero per protestare contro il phase-out dei combustibili solidi fissato dal Governo entro il 2022. Il Tso transalpino ha comunicato infatti che “le condizioni climatiche previste nell’ovest” del Paese fanno stimare una crescita dei consumi di elettricità nella regione almeno fino a domani e, considerando il fermo dei due reattori nucleari di Flamanville (Manche), si verificherà “una situazione inedita nel cuore dell’inverno”.

E’ dunque necessaria, avverte Rte, “la mobilitazione dei mezzi di produzione della zona, tra i quali la centrale di Cordemais (Loira-Atlantico), per assicurare la sicurezza degli approvvigionamenti elettrici dell’ovest”. Il Tso ha chiesto perciò ai lavoratori di interrompere lo sciopero per rendere disponibile la centrale a carbone di Edf (1.200 MW) nei giorni in questione.

Rte sottolinea che la situazione attuale “è specifica e localizzata nell’ovest della France” e “non è in nessun caso conseguente” al calo di frequenza che il 10 gennaio ha costretto il sistema a far leva sull’interrompibilità di 22 siti industriali per un totale di oltre 1.500 MW.

Il Tso rileva inoltre che nel prossimi futuro entreranno in funzione nell’Ovest della Francia il nuovo reattore Epr di Flamanville, la centrale a gas di Landivisiau (Finistère) e un parco eolico offshore, rendendo “non più indispensabile” la produzione di Cordemais.

E’ intanto da registrare che, in base ai dati di Edf, la produzione dei 58 reattori nucleari francesi si è attestata nel 2018 a 393,2 TWh, con un aumento del 3,7% (+14,1 TWh) rispetto all’anno precedente. La generazione nucleare di Edf resta comunque al di sotto dei 400 TWh per il terzo anno consecutivo.

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