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“Verso un green deal per la nuova mobilità europea”

“Servono finanziamenti e una strategia globale di lungo-termine”. Cambio ora, tutti d’accordo ma non sui tempi

Quotidiano Energia - Il Consiglio Ambiente e Trasporti Ue svoltosi il 29 e 30 ottobre “segna l’inizio di una nuova era in cui tutte le parti lavoreranno verso un ‘green deal' per una nuova mobilità europea”. E’ la frase finale della “Dichiarazione di Graz”, un vero e proprio manifesto per la mobilità sostenibile stilato in occasione del vertice informale nella città austriaca, presenti per l’Italia il sottosegretario Mit Michele Dell'Orco, il capo della segreteria tecnica del Minambiente Tullio Berlenghi e il rappresentante permanente presso la Ue Michele Quaroni.

Nel corso del Consiglio, i rappresentanti della presidenza austriaca della Ue – i ministri Elisabeth Köstinger e Norbert Hofer – hanno sottolineato che “il fatto stesso che i responsabili dell’ambiente e dei trasporti abbiano tenuto un incontro congiunto è un segno importante di come la protezione del clima può essere perseguita solo assieme alla sfida della mobilità”.

Per questo, i 28 hanno chiesto alla Commissione europea di sviluppare una “strategia globale per una mobilità sostenibile, pulita, sicura, economica e inclusiva da adottare entro il 2021 con un appropriato pacchetto”.

Nella Dichiarazione di Graz (disponibile in allegato) si sottolinea inoltre che “gli obiettivi climatici Ue al 2030 e la visione di lungo‑termine al 2050 in linea con l’accordo di Parigi possono essere raggiunti solo attraverso misure politiche e un allineamento dei finanziamenti e dei meccanismi di sostegno”.

In particolare, l’esecutivo comunitario, gli Stati membri Ue, le autorità regionali e locali e tutti gli altri stakeholder dovrebbero sviluppare misure per la rapida introduzione di veicoli a zero emissioni e carburanti rinnovabili, la gestione e pianificazione della mobilità, la “mobilità attiva” (piste ciclabili e assi pedonali etc.), la multimodalità e le infrastrutture. Il tutto basato su “incentivi e strumenti di finanziamento, forniti tra l’altro a livello europea e attraverso una semplificazione delle norme sugli aiuti di Stato” e diretti principalmente a “fornire supporto all’accelerazione dell’introduzione sul mercato di veicoli a emissioni basse o nulle e alle infrastrutture e servizi per i carburanti alternativi”. Su quest’ultimo fronte, Bruxelles è invitata a valutare il quadro normativo al fine di verificare “se e dove” sia necessario un aggiornamento.

Il Consiglio Trasporti e Ambiente ha affrontato lunedì anche la questione dell’ora, dopo la decisione della Commissione di sopprime i cambi stagionali. Il dibattito ha evidenziato che tutti gli Stati membri Ue – ad eccezione di Portogallo, Grecia e Regno Unito – sono a favore della soppressione, che dovrebbe essere però attuata solo dopo una valutazione di impatto e in modo da non provocare ripercussioni negative sul mercato unico e sull’economia. Soprattutto, l’abolizione del cambio di orario non dovrà portare a un “patchwork” di fusi europei.

Il ministro Hofer ha dunque proposto tre soluzioni: rinviare la soppressione del cambio al 2021 per avere il tempo di introdurre i necessari accordi e aggiustamenti, istituire un coordinatore nominato dalla Commissione con l’incarico di armonizzare il cambiamento, introdurre una clausola di salvaguardia in base alla quale qualora dovessero insorgere problemi o imprevisti la Commissione sarà tenuta a presentare una nuova direttiva.

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