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Food Sustainability Index 2017: Francia al primo posto

Italia 7 in classifica e prima in sostenibilità

Canale Energia - La Francia è  il Paese che registra le migliori performance in tema di sostenibilità alimentare, seguita dal Giappone e dalla Germania. E’ la fotografia scattata dal Food Sustainibility Index 2017, l’indice sviluppato dall’Economist Intelligence Unit in collaborazione con il Barilla Center For Food & Nutrition (BCFN) che analizza il livello di sostenibilità ambientale dei sistemi alimentari di 34 Paesi rappresentanti il’87% del PIL globale e 2/3 della popolazione mondiale.

I dati completi sono stati presentati in occasione dell’8° Forum della Fondazione Barilla su Alimentazione e Nutrizione che si è svolto il 4 e il 5 dicembre a Milano.

Il Food Sustainibility Index, arrivato quest’anno alla sua seconda edizione, prende in considerazione tre elementi: il primo è lo spreco di cibo, il secondo è l’agricoltura sostenibile e il terzo è la nutrizione intesa come cibo sano”, ha spiegato Leo Abruzzese, Global Director of Public Policy dell’Economist Intelligence Unit durante un incontro dedicato alla stampa tenutosi ieri a Milano nell’ambito del Forum.

In particolare per quanto riguarda la Francia, ha aggiunto Bruzzese, “le migliori performance sono state registrate sullo spreco di cibo grazie alla promozione di programmi molto efficaci a livello locale” per gestire questo tipo di problematiche sia a livello industriale sia a livello domestico.

8° International Forum on Food & Nutrition – Milano

Italia, tra luci e ombre

Se la Francia si distingue sul fronte della lotta allo spreco di cibo,  il Giappone per il cibo sano, il nostro Paese – che nella classifica generale è settimo –  arriva primo per quanto riguarda la sostenibilità della produzione agricola, posizionandosi davanti a Colombia e Germania.  In ambito agricoltura sostenibile, ha spiegato Bruzzese,   “I’Italia è arrivata prima soprattutto perchè è un Paese che ha una buona gestione dell’acqua in ambito agricolo, evita di sprecare questa risorsa”.

Tuttavia la performance dell’Italia è fatta di luci di ombre. Ai buoni risultati ottenuti in ambito agricoltura sostenibile e lotta allo spreco (qui il nostro Paese fa un balzo dal 9° al 4° posto) si affiancano infatti risultati da migliorare sul fronte delle sfide nutrizionali, dove si colloca in 19° posizione. Tra le criticità emerse  ci sono in particolare i dati elevati di bambini e giovani sovrappeso. 

Food, sostenibilità e media

Uno dei temi chiave per il settore food è quello dell’importanza di una comunicazione corretta ed esaustiva. “Abbiamo sentito l’esigenza di dare una visione un’articolata, ai media e ai fruitori finali, di tutte le componenti dei temi legati al food”, ha spiegato Guido Barilla, presidente del Gruppo Barilla e della Fondazione BCFN che ha sottolineato l’importanza di una visione globale in grado di andare al di là del prodotto finito che andiamo a consumare.

Dietro il food – ha aggiunto Barilla – ci sono tematiche di importanza straordinaria che vanno dalla salute all’economia all’agricoltura“.

Conoscere solo una parte di questo settore vuole dire perdere la visione globale di un mondo estremamente complesso a cui noi cittadini dobbiamo guardare con attenzione perché il futuro delle generazioni che verranno sarà molto legato alla sostenibilità del modello alimentare mondiale”, ha concluso il manager.

Sull’importanza della comunicazione come elemento propulsore di conoscenza e comportamenti virtuosi per i cittadini si è soffermato anche Antonio Zappulla, chief Operating Officer di Thomson Reuters Foundation che ha parlato del Food Sustainibility Media Award, il premio giornalistico realizzato dal Barilla Center for Food & nutrition (BCFN) insieme alla Fondazione. Un’iniziativa nata proprio per porre l’accento sul ruolo dei media e dell’informazione nel mostrare i paradossi del sistema alimentare.

“Il ruolo dei media è essenziale, perchè è essenziale parlare a un pubblico vasto in maniera accurata soprattutto quando si parla dei temi legati sostenibilità, ancora poco conosciuti. In particolare è fondamentale che ci sia un’informazione plurale e corretta dal punto di vista scientifico”, ha affermato Zappulla.