Di Maio, energie rinnovabili al 35% è strada da seguire

Redazione ANSA ROMA

ROMA - "L'Italia deve puntare sulle energie rinnovabili come motore per il futuro della sua economia. Per questo in Consiglio oggi abbiamo ribadito la nostra linea, più ambiziosa rispetto al passato, in merito alle proposte di Direttiva del Parlamento Europeo sull'efficienza energetica e sulla Direttiva per la promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. La conclusione del Parlamento europeo, che chiede di fissare un obiettivo vincolante pari al 35% sia per la prima, sia per la seconda, è la strada giusta". Lo afferma in una nota il Ministro dello Sviluppo Economico e vicepremier Luigi Di Maio.
    "Anzi, contiamo di alzare maggiormente l'asticella nonostante la proposta della Commissione parli di uno scarso 27%. In Parlamento europeo - conclude il Ministro - abbiamo già convinto la plenaria della bontà di queste proposte grazie al lavoro degli europarlamentari. Da oggi ci metteremo al lavoro come Governo per far sentire maggiormente la nostra voce anche agli altri partner europei".

Nel Consiglio Ue energia, Italia e Spagna si sono allineate alle richieste dell'Europarlamento di fissare target Ue del 35% al 2030 sia per quanto riguarda la quota di consumo di energie rinnovabili, sia per il risparmio energetico. "E' vero che due paesi importanti come Italia e Spagna oggi hanno le stesse posizioni dell'Europarlamento quanto agli obiettivi", ha sintetizzato la situazione il commissario Ue al clima e all'energia Miguel Arias Canete al termine della riunione dei ministri dei 28 a Lussemburgo. E anche se Roma e Madrid "non si sono pronunciate sui dettagli della proposta, che sono molti e molto complessi, questo", secondo il commissario, "potrebbe facilitare la ricerca di un compromesso da parte della presidenza" bulgara Ue di turno. Mercoledì, infatti, è in programma un round di negoziati con l'Europarlamento che punta a essere quello decisivo per trovare un accordo sugli obiettivi Ue post 2020 su rinnovabili ed efficienza energetica. I capi di governo Ue nel 2014 avevano indicato un target di almeno il 27% per entrambi, ma nel corso di questi anni la Commissione Ue, che nel 2016 aveva proposto il 27% sulle rinnovabili e il 30% per l'efficienza energetica, ha raccomandato di alzare l'asticella perché il livello di investimenti nei due settori e le nuove tecnologie consentono di fare di più. Suggerimento colto dall'Europarlamento che, dopo diversi ripensamenti, è arrivato a proporre il 35%. Il Consiglio resta però diviso "in quattro blocchi", ha spiegato Canete, con Paesi come Germania e Gran Bretagna a indicare la necessità di darsi obiettivi credibili e quelli di Visegrad fermi sulla proposta originaria della Commissione. "La discussione di oggi - è convinto lo spagnolo - è servita a chiarire i margini di manovra della presidenza" per il negoziato che comincerà nel pomeriggio mercoledì per proseguire fino a notte inoltrata. A dividere, però, sono non solo gli obiettivi al 2030, ma anche il come raggiungerli, dalle misure per l'autoconsumo di energia alle soglie per i biocarburanti.

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