Ecomafie, preoccupazione per tempi mappa deposito nucleare

Situazioni 'delicate' per Sogin e Ispra

Redazione ANSA

''Preoccupazione per il prolungarsi dei tempi di attesa per la pubblicazione della proposta di Carta delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione del deposito nazionale, soprattutto per l'effetto negativo che i successivi, ripetuti rinvii possono produrre sull'immagine di trasparenza del procedimento''. Così la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella 'Relazione sulla gestione dei rifiuti radioattivi in Italia e sulle attività connesse'. Nella relazione, approvata all'unanimità dalla commissione Ecomafie e che sarà presentata ai presidenti del Senato e della Camera
nei prossimi giorni, per la successiva discussione in Parlamento, si fa presente che proprio la ''trasparenza del procedimento'' è ''condizione indispensabile, insieme alla credibilità degli attori, affinché l'opera possa essere realizzata in un clima di sufficiente accettazione''.

E' per questo che la commissione ritiene che ''ogni sforzo debba essere compiuto perché la scelta del sito possa avvenire secondo la procedura condivisa, che il decreto legislativo n.31 del 2010 indica come quella privilegiata, senza che si debba giungere ad attivare il meccanismo di chiusura, rappresentato dalla 'soluzione imposta'''; che ''seppur previsto dal decreto legislativo apparirebbe una opzione da evitare e in grado di suscitare grave preoccupazione''. La commissione auspica ''la puntuale applicazione di ogni disposizione prevista dalla legge riguardante l'informazione ed il coinvolgimento delle popolazioni interessate''.

Con la procedura per la localizzazione del deposito nazionale di rifiuti radioattivi si apre una ''fase importante e molto delicata''. Lungo il percorso che porterà alla scelta del deposito sarà ''necessario superare notevoli difficoltà'', ma ''oggi i due principali soggetti tecnici'', Sogin e Ispra, ''si trovano invece in situazioni non semplici e delicate'' si legge nella Relazione. Per la scelta del deposito verrà richiesto alle amministrazioni coinvolte ''massima trasparenza'', all'ente gestore ''struttura tecnica e capacità organizzativa'', all'ente di regolamentazione ''le dotazioni necessarie e piena autorevolezza''. E' per questo che si analizzano le ''situazioni delicate'' dei due principali soggetti interessati, la Sogin (responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani, ha il compito di localizzare, realizzare e gestire il deposito nazionale) e l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, in qualità di ente di controllo).

Della Sogin si fanno presenti le ''difficoltà di gestione di alcuni progetti'' relativi al decommissioning degli impianti, che ha portato ''cospicui tagli alle attività previste'' dal Piano quadriennale (il 42%, passando da 137 a 80 milioni, per il 2015) e una ''rimodulazione'' dei tempi per la fine delle attività di smantellamento (con slittamenti medi compresi tra due e nove anni). Per la commissione è necessario che ''la Sogin migliori significativamente, con un approccio pienamente condiviso da tutto il suo vertice, le capacità complessive di gestione dei progetti''. Quanto all'Ispra le ''difficoltà'' riguardano la ''situazione di precarietà'' per la quale si trova ''in perenne attesa di trasferire funzioni e relativo personale a un soggetto nuovo o comunque diverso, individuato nell'Ispettorato per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin) ma ''tuttora inesistente per la mancata nomina dei suoi organi''. Ma la legittimità dell'Ispra ''non può essere posta in discussione'' ed è per questo che non è ''più procrastinabile la chiusura del 'transitorio' aperto nel 2009'', garantendo comunque ''in modo certo al nuovo soggetto indipendenza e autorevolezza che lo svolgimento delle sue funzioni richiede'', riconsiderando se necessario ''atti di competenza governativa già compiuti''.

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