La glaciazione delle Alpi ricostruita in 2 minuti a computer

Ghiacciai avanzati e ritirati più spesso del previsto

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 8 NOV - Due minuti per mostrare la nascita dei ghiacciai alpini nell'arco di 120.000 anni: a ricostruirla sono stati i ricercatori del Politecnico di Zurigo, guidati da Julien Seguinot, con una simulazione al computer realizzata con i dati dell'ultima glaciazione avvenuta intorno a 115.000 anni fa. Lo spiegano sulla rivista The Cryosphere. Un'epoca movimentata quella, in cui i ghiacciai avanzavano dalle Alpi sull'altopiano svizzero, per poi ritirarsi, e avanzare di nuovo. Nel processo, dei potenti flussi di ghiaccio scolpirono le valli, come quella del Rodano, portando con sè detriti rocciosi (da sedimenti sottili fino a macigni pesanti alcune tonnellate), che depositandosi hanno formato le verdi e rigogliose colline ai piedi delle Alpi. I macigni pesanti si sono sparpagliati lungo l'altopiano svizzero, le valli alpine e le montagne del Giura.

Per capire gli sviluppi climatici su larga scala, i ricercatori hanno simulato lo sviluppo dei ghiacciai nelle Alpi nell'arco degli ultimi 120.000 anni al pc, usando i dati topografici di montagne e ghiacciai, parte delle osservazioni fatte nell'Antartico e in Groenlandia, oltre ai dati sul clima odierno e quello antico. Le simulazioni sono state fatte con due diversi scenari di piogge e tre diversi gruppi di dati di paleo-clima, ma solo uno di questi ha prodotto risultati che hanno senso con le tracce geologiche presenti nelle rocce e sedimenti dei ghiacciai. La simulazione indica che i ghiacciai alpini sono avanzati e poi si sono ritirati più spesso di quanto finora pensato, più di 10 volte. Si sono estesi più lontano circa 25.000 anni fa, avanzando nelle colline ai piedi delle Alpi, raggiungendo Berna, Zurigo, il lago di Costanza e Schaffhausen, e spostandosi a est quasi fino a Monaco in Germania. Nell'arco di poche migliaia di anni, il periodo glaciale è poi gradualmente tornato all'attuale periodo interglaciale. Inoltre si è dedotto che durante il picco di glaciazione, il giacchio doveva essere molto più spesso di quanto pensato finora, arrivando fino a 800 metri.

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