Sollievo da piogge ma problema siccità rimane

Anbi, il Po é rinvigorito, cresciuto di un metro e mezzo

di Cristina Latessa

- ROMA - "Le piogge ristorano sicuramente il territorio, ma finora non hanno risolto la situazione di siccità diffusa, soprattutto per quanto riguarda le riserve idriche". E' quanto afferma all'ANSA l'Anbi-Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e acque irrigue. Le precipitazioni, anche violente, cadute nelle varie regioni hanno comunque fatto fare un bel recupero ai vari bacini ridotti ai minimi e spicca la ripresa del Po, che ha raddoppiato la portata. Secondo il monitoraggio svolto dall'Anbi, il lago Maggiore è al 74% della capacità (sopra la media stagionale), il lago di Como è al 59,4% della capacità (sopra la media stagionale), il lago d'Iseo è al 30,7% della capacità (è quasi tornato in media), il lago di Garda è al 19,2% della capacità (è ancora sotto la media), il Po a Pontelagscuro è cresciuto di circa un metro e mezzo, con una portata passata da 550 metri cubi a 1.100, il lago d'Idro, nel bresciano, è cresciuto di 10 centimetri, raggiungendo i 55 centimetri, il lago di Massaciuccoli, in Toscana, è cresciuto di 28 centimetri, ma rimane sotto il livello minimo per garantire irrigazione ai territori circostanti; i bacini di Mignano in Val d'Arda e Molato in Val Tidone, nel piacentino, restano in emergenza: non è piovuto, infatti, sulla montagna bensì a valle; la diga di Mercatale, nelle Marche, in due giorni è passata dal contenere 1.230.000 metri cubi d'acqua ad 1.241.000 metri cubi: comunque rimane sotto la disponibilità idrica per l'irrigazione. "E' necessario aumentare la resilienza del territorio, trasformando un pericolo in risorsa - dice all'ANSA il presidente di Anbi, Francesco Vincenzi - In quest'ottica abbiamo presentato, insieme alla Struttura di Missione #italiasicura, il Piano Nazionale degli Invasi, composto da 2.000 bacini soprattutto medio-piccoli da realizzare in 20 anni con un investimento di 20 miliardi di euro; è una cifra importante, ma sicuramente inferiore a quanto si spenderà per riparare i danni da calamità naturali, senza considerare l'inestimabile prezzo delle vite umane".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA