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Sudafrica, bracconiere ucciso e divorato dei leoni

In una riserva privata vicino al Parco Nazionale Kruger

Redazione ANSA ROMA

ROMA - Un bracconiere è stato ucciso e divorato dai leoni in Sudafrica. Lo riferisce il sito ambientalista TreeHugger. L'attacco è avvenuto in una riserva privata vicino a Hoedspruit, nella provincia settentrionale di Limpopo. La riserva si trova vicino al Parco Nazionale Kruger, famoso per i suoi leoni. La polizia ha ritrovato la testa dell'uomo e poco altro del suo corpo. I leoni se lo erano mangiato tutto. Nelle vicinanze sono stati trovati un fucile da caccia e munizioni, oltre a impronte che fanno pensare a un piccolo gruppo di bracconieri che accompagnava la vittima. L'anno scorso, nella provincia di Limpopo sono stati trovati diversi leoni avvelenati e mutilati delle testa e delle zampe.

Secondo l'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), l'ong con sede in Svizzera che compila le liste delle specie a rischio, la popolazione mondiale dei leoni si è ridotta del 43% dal 1993 al 2014. In Africa secondo l'IUCN ci sarebbero oggi circa 20.000 leoni, tutti nell'area subsahariana, più altri 1.400 leoni nel Parco nazionale di Gir in India. La specie è classificata come "vulnerabile" (come l'elefante africano), situazione meno grave che "a rischio" (endangered).

Le minacce principali alla sopravvivenza dei leoni sono le uccisioni indiscriminate da parte degli esseri umani, per difendere se stessi e il bestiame, la riduzione delle prede e la perdita dell'habitat. Questi felini vengono anche uccisi perché le loro ossa e parti del loro corpo sono utilizzate nella medicina tradizionale in Africa, Cina e Vietnam.

Molti paesi africani permettono la caccia ad un numero limitato di leoni, utilizzando i ricavi delle costose licenze per finanziare la tutela della specie. Secondo lo IUCN però il numero di capi da abbattere spesso è eccessivo. Questo porta a una riduzione dei leoni in paesi come Botswana, Namibia, Tanzania, Zimbabwe, Camerun e Zambia.

Chi difende gli animali selvatici in Africa rischia spesso la vita. Non si contano i ranger uccisi ogni anno dai bracconieri, L'estate scorsa, in un mese ne sono stati uccisi una decina.

Anche gli attivisti animalisti sono presi di mira. Il 16 agosto dell'anno scorso, a Dar es Salaam, capitale della Tanzania, due uomini armati hanno ucciso l'attivista animalista sudafricano Wayne Lotter, 51 anni, fondatore della Pams Foundation, che aiuta i governi africani nella lotta al bracconaggio. Il 4 febbraio scorso a Nairobi in Kenya è stato ucciso in casa con una coltellata alla gola Esmond Bradley Martin, 76 anni, americano, una vita passata a dare la caccia ai trafficanti di avorio e corni di rinoceronte.

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