Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Biodiversità, con instabilità politica le maggiori perdite

Esperti, pesa di più del cambiamento climatico

Redazione ANSA ROMA

ROMA - Le aree del mondo caratterizzate da instabilità politica sono quelle in cui si verifica una maggiore perdita di specie animali. Lo afferma uno studio internazionale capitanato dall'università di Cambridge, secondo cui i governi deboli incidono sulla perdita di biodiversità più di altri fattori, dal cambiamento climatico alla crescita economica o demografica. I ricercatori hanno preso in esame i dati di 461 specie di uccelli acquatici raccolti in 26mila siti nel mondo nell'arco di tre decenni, per tracciare le variazioni nelle specie in nazioni e regioni. Hanno quindi incrociato i risultati con i Worldwide Governance Indicators, che misurano diversi fattori degli Stati, dai tassi di violenza al Pil, passando per la corruzione politica.

In base all'indagine, pubblicata sulla rivista Nature, il declino degli uccelli acquatici è più marcato nelle aree del mondo in cui i governi sono meno efficaci, come in Asia occidentale e centrale, America del Sud e Africa subsahariana.

"Governance inefficaci sono spesso associate alla mancanza di tutele e investimenti ambientali, portando alla perdita di habitat", spiegano gli studiosi, secondo cui in queste aree si sconta l'impatto di una cattiva gestione delle acque, della costruzione di dighe e della caccia illegale. Istituire aree protette, aggiungono, in queste condizioni non crea benefici in termini di biodiversità.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA