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Epidemia di 'herpes' fra le tartarughe della Grande barriera

Ricercatrice, imputato numero uno è l'inquinamento

Redazione ANSA ROMA

Nella Grande barriera corallina australiana, già colpita dallo sbiancamento record dei coralli, si sta consumando anche un'altra tragedia ambientale: le tartarughe verdi marine sono colpite da una improvvisa epidemia di 'herpes' che sfocia in tumori che crescono su occhi, coda, pinne e organi interni e che mettono a repentaglio la sopravvivenza degli animali. Imputato numero uno è l'inquinamento. L'allarme arriva dall'università australiana James Cook.

A causare la crescita di tumori, esterni e interni, è un herpes virus specifico delle tartarughe che può sfociare nella "fibropapillomatosis". I tumori sono benigni, spiega al New Scientist la ricercatrice Karina Jones, ma possono crescere fino a 30 centimetri di diametro e bloccare, ad esempio, la visuale delle tartarughe. "Questo significa che gli animali non riescono a trovare cibo, né a vedere predatori o barche", afferma. E inoltre le tartarughe affette dal virus risultano anche più vulnerabili ad altre infezioni andando incontro alla morte. Il team di ricercatori ha osservato che le tartarughe malate sono prevalenti in una stretta striscia di Crockle Bay a Magnetic Island, meta turistica molto gettonata nella barriera corallina.

Quasi la metà delle tartarughe ne è affetta rispetto al 10% di altre zone della baia.

La causa non è chiara, sottolinea la scienziata, ma il sospettato numero uno sono le sostanze inquinanti. L'insorgere di questi tumori nelle tartarughe, afferma Jones, è più frequente in siti del globo dove c'è una forte attività umana.

In ambienti marini sani le tartarughe possono essere portatrici del virus senza sviluppare i tumori "ecco perché pensiamo che ci sia una molla esterna che causi la malattia". La fibropapillomatosis è diventata molto comune già fra le tartarughe in Florida e alle Hawaii, soprattutto in prossimità di zone agricole a ridosso della costa, che possono essere la fonte di inquinamento.

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