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Acqua: Utilitalia, il segreto è riusarla e valorizzare fanghi

Valotti,in Italia leggi regionali differenti complicano processo

Redazione ANSA ROMA

Ogni anno in Europa - secondo dati dell'Unione Europea - vengono trattati più di 40 mila milioni di metri cubi di acque reflue, ma ne vengono "riusati" soltanto 964 milioni di metri cubi. Lo ricorda Utilitalia (la Federazione che riunisce 500 imprese di servizi pubblici), in occasione della Giornata mondiale dell'acqua, rilevando che "come avvenuto per i rifiuti, il passaggio culturale è quello di passare dallo scarto al riciclo e alla valorizzazione, anche economica". Quindi, afferma il presidente di Utilitalia, Giovanni Valotti, "il segreto è nell'economia circolare, riusare l'acqua e valorizzare i fanghi che derivano dalla depurazione".
    In Australia e in Israele, spiega Utilitalia, il riuso delle acque reflue depurate è molto diffuso, in Europa sono la Spagna e Malta a primeggiare. Il potenziale di crescita è enorme: l'Europa potrebbe arrivare a utilizzare sei volte il volume di acque trattate oggi. In Italia, che ha uno dei potenziali più alti, si trattano e si riusano ogni anno 233 milioni di metri cubi di acque reflue.
    Ma se i processi di depurazione da un lato producono acqua da riusare, dall'altro producono fanghi di depurazione, in quantità proporzionale al grado di affinamento della depurazione. Ogni abitante, mediamente, produce ogni anno 18 kg di fanghi di depurazione che vengono utilizzati prevalentemente come fertilizzanti in agricoltura. In Italia, a differenza di altri Paesi Ue, la legge che ne consente l'utilizzo è differente regione per regione, con gravi complicazioni dal punto di vista della logistica e del processo industriale, osserva Utilitalia.
    La normativa europea, rileva Valotti, "sta andando nella direzione di incentivare il riuso delle acque che vengono depurate e la valorizzazione dei fanghi che derivano dalla depurazione". Il Censimento dei migliori progetti degli ultimi tre anni, "che abbiamo realizzato da settembre ad oggi su 174 gestori di servizi pubblici, dimostra che una buona parte dei progetti di innovazione tecnologica e degli investimenti dei gestori idrici sta andando proprio nella direzione della depurazione, con soluzioni impensabili solo pochi anni fa" conclude.(ANSA).
   

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