Fondazione Barilla, Italia ricca di acqua ma ne usa troppo

Consumo è +25% su media Europa soprattutto per agroalimentare

Redazione ANSA ROMA

L'Italia è sesta al mondo per disponibilità di acqua (secondo il Food Sustainability Index-FSI) ma ne consuma una quantità molto ingente: 6.115 litri pro capite in media al giorno, superiore del 25% rispetto alla media europea e del 66% rispetto a quella mondiale. E sono soprattutto le produzioni agroalimentari (51.08 su 100 il punteggio attribuito dall'Index) a sfruttarne di più. Lo afferma la Fondazione Barilla for Food & Nutrition in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, in programma il prossimo 22 marzo, rilevando che l'Italia è all'ultimo posto in Europa per "impronta idrica agricola" pro-capite, cioè relativa al cibo che mangiamo, che contribuisce per l'89% alla nostra impronta idrica totale con un valore di 2.232 metri cubi di acqua dolce l'anno consumata da ciascuno.

In Italia, inoltre, gran parte delle risorse idriche è destinata all'agricoltura irrigua, che mostra però una produttività più bassa e contribuisce all'inquinamento (ad esempio con l'uso di fertilizzanti) di mari, fiumi, laghi e falde acquifere. E poi, osserva il Bcfn, "all'incirca nel 27% del totale l'acqua in Italia si perde tra il prelievo e l'effettiva erogazione senza particolari distinzioni lungo tutto lo Stivale (passando dal 23% del Nord al 30% del Sud e delle Isole) e pone, purtroppo, anche stavolta, l'Italia nelle posizioni di vertice nella classifica degli spreconi tra i Paesi europei". La maggior parte dell'impronta idrica degli italiani "proviene però da altri paesi, attraverso l'importazione di prodotti alimentari molto esigenti dal punto di vista idrico (ad esempio, prodotti di origine animale)".

La Fondazione suggerisce quindi di "migliorare l'efficienza della gestione delle risorse idriche e lavorare sulla nostra domanda di acqua, attraverso un consumo di cibo più sostenibile. Le nostre scelte alimentari potrebbero abbassare, fino a 2000 litri pro capite, il nostro impatto idrico quotidiano". Il primo passo è "adottare la Dieta Mediterranea, privilegiare prodotti di stagione e seguire una dieta variegata e bilanciata".

A livello mondiale, ricorda la Fondazione Barilla, ci sono 1,4 miliardi di chilometri cubi di acqua, ma solo lo 0,001% del totale è effettivamente disponibile per l'utilizzo dell'uomo ed è il settore agricolo a consumarne di più: in media il 70% del prelievo totale di acqua dolce è destinato all'irrigazione, mentre l'industria ne consuma il 22% e il restante 8% è dedicato all'uso domestico. Ogni secondo, il pianeta consuma l'acqua necessaria a riempire 131 piscine olimpioniche, con un'impronta idrica (che misura l'ammontare di acqua utilizzato in tutte le fasi di produzione di un bene) media pro capite pari a 3.405 litri al giorno mentre all'anno il consumo è pari a 7.452 miliardi di metri cubi ossia 1.243 metri cubi pro-capite, più del doppio della portata annuale del fiume Mississipi. Anche il Food Sustainability Index pone l'Italia per "impronta idrica" all'11/o posto dell'Indice. La maglia nera dell'impronta idrica se la dividono 5 Paesi molto grandi e popolosi: Indonesia, Brasile, Usa, Cina e India, a riprova della necessità di dare priorità a questo tema "Abbiamo la fortuna di vivere in un Paese dove si registra una disponibilità di acqua tra le maggiori al mondo anche se tale disponibilità non è omogenea nel territorio nazionale, con ampie disponibilità al Nord e percentuali più ridotte nel resto del territorio.

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