Al Sud la tradizione agroalimentare torna giovane

Ventenni protagonisti della storica Sagra del fagiolo di Controne

(di Martino Iannone)

Lucia, Maria Grazia, Antonio, Giusy, Elisa. Sono solo alcuni dei ventenni che a Controne, un piccolo centro collinare in provincia di Salerno, ringiovaniscono la tradizione ereditando e diventando protagonisti in prima persona della Sagra del fagiolo locale, una tra gli eventi gastronomici invernali più longevi della Regione Campania.

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L'appuntamento è per il 30 novembre e il 1 dicembre con la 37esima edizione della festa. "Sarà un' occasione - dice il sindaco Ettore Poti, del piccolo borgo - unica per scoprire questo particolare prodotto della terra di Controne e la nostra comunità". Questo fagiolo è anche presidio Slow Food Campania.

A Controne la tradizione torna giovane, ventenni protagonisti della Sagra del fagiolo

"La Sagra - continua il primo cittadino - non disattenderà le aspettative di gourmet e appassionati, sarà una piacevole scoperta per tutti quelli che non hanno la fortuna di conoscere questo delizioso paesino del salernitano, situato ai piedi dei Monti Alburni. L’evento, si snoda in un itinerario che attraversa i vicoli del centro storico, dove è possibile, rapiti dalla singolare atmosfera del luogo, farsi servire i prelibati piatti a base di fagioli nelle antiche taverne".

LA SCHEDA

"Controne - si legge nello spazio web di Slow Food sul fagiolo di Controne (LEGGI QUI) - è terra di olio e fagioli: un paese incastonato in una splendida cornice di campi e uliveti che si spingono fino alle pendici del massiccio degli Alburni che sovrasta il piccolo centro abitato. La tradizione di coltivare fagioli a Controne si tramanda da centinaia di anni e le tipologie messe a dimora dai contadini del luogo sono ancora oggi variegate: c’è il fauciariello (di colore terreo e con piccole striature, la cui forma ricorda la falce), il lardariello, il suscella e il minichella tutti di colore terreo-bruno e leggermente picchiettati. Ma la tipologia che ha reso Controne famosa e che si è ottimamente adattata nei secoli a questo areale è l’ecotipo bianco: un fagiolo piccolo dai semi bianchissimi, di forma tondeggiante e leggermente ovoidale, senza macchie né occhi. I baccelli che li contengono sono anch’essi di colore bianco-crema. È un fagiolo tardivo, si semina tra la prima e la seconda decade di luglio e si deve aspettare novembre per la raccolta, quando tutto il paese si riunisce per la tradizionale sagra, dove si possono assaggiare anche i piatti tipici della zona preparati con il bianco di Controne e e conditi con olio extra vergine di oliva ottenuto da cultivar autoctone come la Rotondella e la Carpellese".

(martino.iannone@ansa.it)

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