Le opere di 'Luce' in mostra a Castel Volturno

Nuove forme espressive, c'è anche pittoscultura Braille

Il fotografo della luce Arnaldo Taddei, le opere di luce di Gustavo Delugan, la pittoscultura Braille di Silvio Fusco. E' dedicata alla percezione visiva, in ogni sua declinazione sensoriale, la mostra collettiva 'Luce' in programma dal 12 gennaio nel bar la Piazzetta (Via Giorgio Vasari 116) a Castel Volturno, caffè letterario la cui sede si trova in uno snodo cruciale della località Baia Verde. “LucEssenze” è la personale del fotografo napoletano, residente a Copenaghen, Arnaldo Taddei: accanto ai suoi scatti le opere di luce di Gustavo Delugan e le pittosculture braille di Silvio Fusco. Un evento nato dalla collaborazione fra Magazine Informare e Bar La Piazzetta che domenica prossima, 12 gennaio, nel luogo che custodisce gli ultimi istanti di vita della grande Miriam Makeba, l'artista africana simbolo della lotta contro la discriminazione, vedrà anche la presentazione del libro “Aghi” di Ornella Esposito. Deborah Di Bernardo, Daniela Marra e Marco Cutillo accompagneranno dalle 11:00 nella scoperta del mondo artistico dei singoli protagonisti. A sottolineare i vari passaggi della mattinata, le musiche di Luigi Scialdone e di Ciro Formisano, con le letture dell'attrice Maria Gabriella Tiné. Spiega l'antropologa ed esperta d'arte Daniela Marra: "L’arte improntata non solo sulla dimensione estetica ma anche su quella etica è oggi nella cecità storico-sociale un dono di luce in un castello di ombre. L’idea di Silvio Fusco, pittoscultore braille, sceglie questo impianto teorico per tracciare la sua via dell’Oltre. In un mondo dove l’arte è principalmente visiva l’artista costruisce un ponte per rendere fruibili le opere attraverso altri sensi; la pittoscultura braille rende accessibile l’arte anche agli ipovedenti e non vedenti come la più alta condivisione che l’artista possa fare del sé. In tal modo i muri della diversità vengono abbattuti da un “sentire” che accomuna e amplifica il concetto riduttivo del vedere, rimandando un’eco emozionale dal grande impatto". Le fotografie di Arnaldo Taddei, "figlie della luce, si trasformano in vere e proprie opere pittoriche; disegnare con la luce, grazie ad una tecnica digitale innovativa, trasfigura la fotografia tradizionalmente intesa in arte pittorico-digitale", spiega ancora Marra.

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