Imperatore, 'bulli come camorristi'

Al Pascal di Pompei presentato 'Questa scuola non è un albergo'

(ANSA) - NAPOLI, 18 MAR - ''I bulli sono come i camorristi, usano lo stesso linguaggio della violenza. Emarginateli, siate pronti a denunciarli''. Lo scrittore Pino Imperatore presenta agli studenti del Liceo statale 'Ernesto Pascal' di Pompei (Napoli) il suo best seller 'Questa scuola non è un albergo' e, camminando sul filo del personaggio principale del libro, Angelo D'Amore, scanzonato ma anche molto profondo come tanti dei giovani che stanno ad ascoltarlo, lancia una serie di messaggi.
    L'incontro è stato preparato nei minimi dettagli, coinvolge studenti e docenti ed alla fine la preside Filomena Zamboli lancia la proposta di creare proprio a Pompei, nella scuola, un laboratorio di scrittura comica per scoprire e valorizzare le potenzialità dei giovani in un territorio che vanta una grandissima tradizione proprio nell'arte di far ridere ma anche riflettere.23 le classi coinvolte, 500 gli studenti e decine di docenti. La palestra è tappezzata di cartelloni preparati dagli studenti, durante l'incontro vengono presentati una serie di cortometraggi. E poi musica live, sketch, coreografie e letture teatralizzate. I ragazzi fanno una serie di domande all'autore. A Pompei va in scena un'altra tappa del progetto 'Il Pascal incontra'. ''Questo - spiega la docente di Lettere, Maria Cimmino - è il momento finale di un percorso che ha coinvolto a pieno gli studenti. Abbiamo rivoltato come un calzino il romanzo. Lo abbiamo letto ed analizzato insieme nel profondo''. La preside Zamboli evidenzia che il libro ''racconta di facce, storie, sentimenti''.Ognuna delle componenti del liceo dà il suo contributo: dallo Scientifico al Linguistico, dall'Artistico al Coreutico al Linguistico. Pino Imperatore, incalzato dalle domande, 'svela' alcuni dei segreti per scrivere un libro. ''La scrittura giornalistica, il mondo dal quale provengo, mi ha insegnato a scrivere in maniera essenziale. Il talento è fondamentale ma va associato alla tecnica. Un buon scrittore deve essere prima di tutto un buon lettore. E poi 'approfittiamo' della realtà che abbiamo intorno. Napoli offre spunti incredibili, qui la realtà va ben oltre la fantasia. Ora ho in mente tanti progetti, ma forse ci vorrebbero tre o quattro vite per realizzarle''. Ai giovani butta lì l'idea di poter trasformare 'Questa scuola non è un albergo' in una fiction per valorizzare i personaggi che sono presentati. E tocca il tema del contesto territoriale. ''State attenti. Ci sono quelli che presentano i camorristici come un mito. Invece, vedete che vita fanno. Campano bene? Niente affatto. E le loro strade sono due: o il carcere o finire sotto terra''. Ma nello stesso tempo invita i giovani ad avere ''orgoglio per l'appartenenza al Sud. Ditelo a tutti da dove venite e chi siete. Questa è la terra della cultura e dell'arte, nessuno può paragonarsi a noi''.
   

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