Cosenza,boom presenze"matrimonio" Trento

Algieri:successo programmazione tradizioni, culture e saperi

Redazione ANSA COSENZA

(ANSA) - COSENZA, 6 FEB - Boom di presenze, nello splendido scenario del castello di Corigliano Calabro dal 2 al 4 febbraio, per "L'Alta via del gusto trentino".
    Degustazioni, scuole di cucina, seminari e incontri istituzionali, sotto il segno della contaminazione, hanno animato tre giorni di promozione dei rispettivi territori.
    L'evento è stato organizzato dalle Camere di Commercio di Cosenza e Trento nel solco di un gemellaggio sancito dalla firma di un protocollo di intesa. "Un successo - ha affermato il presidente dell'ente camerale cosentino, Klaus Algieri - al di là delle aspettative a conferma di una programmazione attenta e mirata a coinvolgere le nostre comunità in questo viaggio alla scoperta dell'enorme paniere di prodotti, culture, saperi e tradizioni che partono dalle Alpi e arrivano fino alle nostre coste. Perché chiudersi a riccio equivale a soffocare la crescita e la complessità del Made in Italy. Il matrimonio enogastronomico tra le nostre produzioni e quelle trentine, invece - ha aggiunto - rappresenta la necessità di lavorare affinché la cooperazione e la costruzione di strategie unitarie di co-marketing non restino casi isolati. Perché tutto ciò avvenga serve un dialogo sempre più stretto tra istituzioni.
    Ecco l'altra direzione del protocollo di intesa sottoscritto con l'amico e presidente della Camera di Commercio di Trento, Gianni Bort".
    "L'Italia è un patrimonio infinito - ha sostenuto il presidente Bort - di storie e di tradizioni che si intrecciano sullo sfondo di un paesaggio tra i più belli al mondo. Nell'era della rete globale, delle comunicazioni istantanee, dei voli a portata di clic, spesso ci dimentichiamo di questa nostra ricchezza, trascurando uno degli asset economici più importanti del nostro Paese. Ecco il senso di iniziative come la nostra. E' compito preciso delle nostre Camere di Commercio quello di saper fare rete, di trasformarsi in una presenza capillare sul territori non solo per offrire servizi al mondo delle imprese, ma anche per attivare meccanismi virtuosi di promozione economica, per raccontare le tante vocazioni della nostra terra, per suscitare interesse e curiosità per tutto ciò che caratterizza l'identità di un'area". L'Alta via del gusto trentino ha raccontato la forza e la vitalità di due territori. Un percorso di vini e sapori che ha attraversato l'Italia da Nord a Sud. Dalle bollicine di montagna del Trentodoc fino alla potenza del Teroldego rotaliano, passando per il Trentingrana, le mele, lo speck, la grappa e le altre eccellenze trentine di scena al Castello ducale di Corigliano. Un dialogo con i prodotti identitari della provincia di Cosenza: dai pregiatissimi oli extravergini di oliva fino alle spiccate caratteristiche del vitigno Magliocco, passando per i fichi, le clementine e le arance della Sibaritide, il caciovallo silano, salumi e prosciutti di suino nero. Prodotti e storie che hanno dato vita un serie di contaminazioni elaborate tra i fornelli dagli chef Gennaro di Pace e Walter Miori.
    (ANSA).
   

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