Riace: il Viminale, nessun trasferimento obbligatorio

Un gruppo ha voluto incontrare sindaco: "Qui c'è la nostra nuova vita"

A Riace non ci sarà alcun trasferimento obbligatorio: i migranti si muoveranno solo su base volontaria. È questo il meccanismo che scatta quando un progetto Sprar deve chiudere, perché finisce oppure perché viene revocato dal Viminale. E quanto specificano fonti del Ministero dell'Interno.

"Rifarei tutto quello che ho fatto" ha detto Mimmo Lucano, il sindaco sospeso di Riace, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se cambierebbe qualcosa nel suo progetto di accoglienza ai profughi dopo la circolare con cui sabato il Ministero dell'Interno ne ha disposto il trasferimento.

Per quanto riguarda le contestazioni che il ministero gli ha mosso, come le scarse condizioni igieniche e falle nella rendicontazione, per Lucano "non è vero niente, si tratta di atteggiamenti denigratori", dato che il "villaggio globale" di Riace è "stato visto da tutti come qualcosa di straordinario".

Non c'è tensione tre i migranti che vivono a Riace ma preoccupazione e rabbia sì. Sentimenti che un gruppo di giovani migranti ha voluto esprimere direttamente al sindaco, andando a trovarlo nella casa in cui dal 2 ottobre si trova agli arresti domiciliari. "Non vogliamo andare via da Riace. Qui c'è la nostra nuova vita", hanno detto i migranti a Lucano. 

"Si sta commettendo non solo un errore, ma un atto disumano, di dubbia legalità, un atto scellerato, spropositato e va bloccato", dice il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

Critico il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, nei confronti dell'iniziativa del Viminale: "La deportazione dei migranti da Riace è atto violento e disumano. Chi è stato a Riace sa che il sindaco ha reso vivo e gioioso un luogo desertificato da migrazioni di calabresi. Riace non si tocca! Invece di cacciare i mafiosi deportate le vittime dei trafficanti di morte. Vergogna!". 

 

 "Quello compiuto a Riace da Salvini, un leader che ha rubato 49 milioni, è un atto immondo", ha detto Nicola Zingaretti concludendo Piazza Grande. "Non girate lo sguardo da un'altra parte. Fermate Salvini. Almeno per decenza, in una terra bella e difficile come la Calabria, ricordategli che è utile perseguire mafia e n'drangheta. Non un uomo onesto come Mimmo Lucano". Così Carla Nespolo, presidente dell'Associazione nazionale partigiani, chiede a Luigi Di Maio e agli eletti del M5S di far sentire la propria voce sulla circolare del Viminale.

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